Pensare agli altri ci aiuta a rimetterci in forma - foto nd3000 istock
Pensare agli altri ci aiuta a rimetterci in forma - foto nd3000 istock

Non è l'amor proprio, la vergogna per la pancia flaccida, la voglia di piacere. Quello che ci spinge a rimetterci in forma, iniziando a fare sport, è l'amore per i nostri cari. O al limite il senso di colpa.
Lo spiega una ricerca condotta alla University of Pennsylvania e pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. È qualcosa di spirituale che ci convince a riprendere la forma: il pensiero dei nostri familiari e amici, che tengono alla nostra salute, è la chiave per trovare la motivazione e “potenziare” i messaggi che invitano ad andare in palestra o a mangiare sano.


LO STUDIO
Per il suo esperimento il team di ricerca americano ha raccolto un gruppo di 220 persone sedentarie, con problemi sovrappeso o obesità. I volontari sono stati divisi in tre gruppi: al primo è stato chiesto di pensare a quale fosse la cosa più importante della loro vita; al secondo di augurare cose positive sia a parenti e amici che a sconosciuti; al terzo, il gruppo di controllo, di pensare ai valori meno importanti nelle loro vite.

Mentre i partecipanti allo studio esprimevano i loro pensieri, davanti ai loro occhi passavano spot pubblicitari che promuovevano una vita sana e attiva, ammonendo sui rischi della vita sedentaria. Nel frattempo un macchinario MRI per la la risonanza magnetica funzionale analizzava quel che avveniva nel cervello dei 220 volontari. Il mese successivo gli scienziati hanno continuato a inviare alle persone degli spot sulla vita sana, monitorando la loro attività fisica grazie a smart tracker.


PENSARE AGLI ALTRI CI SPINGE AVANTI
Quello che è emerso dall'analisi dei dati raccolti dimostra che le persone dei gruppi che avevano il compito di pensare più agli altri che a se stesse finivano per svolgere un'attività fisica molto maggiore rispetto a chi rifletteva sule proprie sorti. La risonanza magnetica ha anche mostrato che, durante gli esercizi, si attivavano aree del cervello connesse con la ricompensa e il giudizio positivo.

La conclusione dei ricercatori è che, per motivare le persone a migliorarsi, è meglio invitarle a pensare a qualcosa che vada oltre loro stesse. Avere in testa i propri figli, partner, amici e parenti cari, ma anche alcuni valori universali, ci porta a reagire più attivamente agli inviti verso una vita più sana.


UNA COMUNICAZIONE EFFICACE
“Preoccuparsi per gli altri può essere molto gratificante”, spiega il ricercatore Yoona Kang, “Siamo pronti a fare cose per le persone che amiamo che invece non faremmo mai per noi stessi. Avere a cuore qualcuno al di là dei propri interessi personali è una fonte di cambiamento eccezionale”.

La ricerca continua: alla University of Pennsylvania stanno lavorando allo sviluppo di una app per smartphone che riprenda i concetti emersi dal test e suggerisca agli utenti le riflessioni sui valori e sui propri cari. I risultati dello studio possono essere anche un'indicazione utile per le campagne pubblicitarie e istituzionali: meglio puntare sull'amore verso gli altri che al semplice miglioramento personale.