Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet Accedi al tuo account Clicca qui per accedere al tuo account WhatsApp Canale YouTube
Economia Sport Motori Tech Magazine Salute Itinerari

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

I social network (quelli reali) fanno bene al cervello

Una ricerca spiega che chi non allarga la propria cerchia social finisce per avere problemi di memoria 

Ultimo aggiornamento il 1 giugno 2018 alle 07:54
Il logo di Facebook (Ansa)

I social network hanno la capacità di mantenere intatta la memoria. Parliamo dei legami sociali che stabiliamo con le altre persone - che comunque si possono sviluppare anche attraverso le piattaforme digitali come Facebook, Instagram, Snapchat e compagnia bella.
È quel che emerge da una ricerca della Ohio State University (Stati Uniti), dove si è scoperto che chi vive solide relazioni di gruppo ha un cervello più sano e ricordi migliori rispetto a chi conduce una vita più chiusa e limitata nelle relazioni.

RELAZIONI E CERVELLO
Il ruolo delle connessioni sociali nella conservazione del cervello è un filone florido. E la ricerca americana suggerisce che “il semplice fatto di avere una rete sociale più ampia può influenzare positivamente l'invecchiamento del cervello", come spiega la dottoressa Elizabeth Kirby del Neurological Institute del Wexner Medical Center dell'Ohio.
Lo studio, condotto sulle cavie e pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience, ha visto emergere comportamenti differenti dal punto di vista delle funzioni cognitive fra i topi che conducevano vita di coppia e quelli invece inseriti in un gruppo.


I TOPI 'PENSIONATI'
Ai topi sono stati proposte una serie di prove in cui elaborare strategie per raggiungere obiettivi. La complessità delle interazioni delle cavie che si muovevano in gruppo ha favorito la conservazione dei ricordi, mentre gli animali che vivevano in coppia hanno subito una significativa diminuzione della memoria.
Sembra che i topi 'social' utilizzino maggiormente l'ippocampo, un'area del cervello fondamentale per il funzionamento della memoria e che in genere diminuisce con l'età.
La Kirby ha paragonato il peggioramento cognitivo dei topi 'di coppia' a quello che si registra dopo l'età della pensione: "Se guidassero, si dimenticheranno dove sono le chiavi o dove hanno parcheggiato la macchina più spesso degli altri"; e suggerisce di fare attenzione ai legami sociali delle persone che stanno invecchiando. Le relazioni sociali sono “qualcosa di fondamentale che può fare una grande differenza".

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.