Dieta mediterranea (Ansa)
Dieta mediterranea (Ansa)

Napoli, 23 maggio 2018 - Dieta personalizzata anche per i piccoli. Prende il via in Italia il primo studio internazionale per prevenire gli effetti di un’alimentazione sballata nell'infanzia, per riaffermare il valore della tradizione mediterranea anche a tavola, dalla colazione alla merenda, dal pranzo alla cena. Anche perché, non è un segreto per nessuno, i bambini italiani sono tra i più obesi d'Europa, alcuni ingrassano più rapidamente di altri senza riuscire a capire da quali componenti dipendono le variabilità individuali, la scommessa dei nutrizionisti è proprio in quella missione che li spinge a indagare nelle pieghe del metabolismo, correggere le storture, conciliare il benessere nell'età evolutiva per crescere giovani più in forma.

La ricerca di cui parliamo si chiama CAPRII (Children Alimentary Personalized Research Italy Israel) e verrà condotta dal Dipartimento di scienze mediche traslazionali dell’Università di Napoli Federico II, insieme allo Schneider Children’s Medical Center e al Weizmann Institute of Science di Israele. Lo scopo è quello di elaborare schemi dietetici personalizzati già negli anni dell’infanzia, come pure durante l'adolescenza, schemi ottenuti confrontando la Dieta Mediterranea con un regime alimentare standard.

Diabete, sovrappeso, sindrome metabolica, fegato grasso, sono solo alcuni degli inconvenienti cui andiamo incontro nell’età adulta, come conseguenza di modelli alimentari introdotti durante l’infanzia. Finora non erano ancora stati studiati gli effetti della dieta mediterranea sui livelli di glucosio nel sangue e sul microbiota intestinale nei bambini.

La ricerca, presentata oggi a Napoli, intende gettare luce sui benefici della dieta mediterranea in età pediatrica: promuovere i prodotti di casa nostra migliora la sostenibilità, poiché valorizza frutta, verdura, incoraggia la dimensione sociale del mangiare, includendo i pasti in famiglia per prevenire l’obesità nei bambini. 

“Si tratta di un progetto pilota - ha dichiarato il ricercatore israeliano Eran Elinav, autore del libro La dieta su misura - che guarda alla nutrizione personalizzata, cerca di prevedere la risposta glicemica dopo i pasti, ci auguriamo che questa strategia aiuterà a raggiungere stili di vita più sani e un’alimentazione personalizzata efficace anche nei bambini”.

Gli scienziati hanno dimostrato come la dieta personalizzata sia capace di prevenire patologie non trasmissibili, quali il diabete mellito tipo 2 e l’obesità. Considerando che la prevalenza di queste malattie è in aumento nella popolazione pediatrica, diventa auspicabile l’elaborazione di algoritmi per una dieta personalizzata anche per i bambini.

“La dieta personalizzata – ha affermato la professoressa Annamaria Staiano del Dipartimento di Scienze mediche traslazionali, Sezione di pediatria presso l’Università Federico II di Napoli, vicepresidente della Società italiana di Pediatria (SIP), coautrice dello studio CAPRII - è un’intuizione speciale che dimostra come anche lo stesso alimento può produrre effetti diversi, in organismi diversi. Gli effetti non dipendono solo dal cibo, ma anche dalla persona che quel cibo assume. Ognuno reagisce in modo differente e individuale allo stesso alimento: un cibo capace di generare una risposta salutare in alcuni individui può produrre in altri un effetto dannoso sul piano fisico e metabolico. Sulla base del profilo glicemico dopo il pasto, con un minimo di indagini di laboratorio, e attraverso la caratterizzazione del microbiota, è possibile oggi sviluppare algoritmi capaci di predire esattamente la risposta personale ad alimenti specifici, persino prima che vengano consumati. L’elemento ancora più importante è che questi algoritmi possono essere utilizzati per prevenire, con le diete personalizzate, la diffusione di malattie non trasmissibili, quali l’obesità e il diabete. Oggi, l’elevata prevalenza di obesità infantile e la coesistenza di complicanze fisiche e psicosociali rendono la prevenzione dell’obesità un obiettivo sanitario e sociale prioritario. Nell’adulto è stato già dimostrato che le diete personalizzate sono efficaci, sia in soggetti con prediabete che con obesità. È pertanto auspicabile che con il nostro studio si possa dimostrare come, anche nei bambini, algoritmi dietetici personalizzati possano contribuire a prevenire l’obesità infantile con le sue complicanze”.

Lo studio CAPRII, già approvato dai comitati etici, sarà condotto in parallelo in Italia e in Israele, e in ogni nazione verranno coinvolti 50 bambini dai 6 ai 9 anni (per evitare l’influenza ormonale della pubertà). Saranno coinvolti per 36 mesi, la partecipazione di ciascun individuo sarà di 14 giorni, durante i quali ciascun partecipante riceverà alimenti della Dieta Mediterranea e altri di tipo diverso. In particolar modo, sarà indagato il momento della prima colazione. Attraverso un semplice sistema di monitoraggio costante della glicemia con un cerotto senza forare la pelle, collegandosi a sensori elettronici della glicemia, insieme alla raccolta di campioni per valutare la composizione del microbiota intestinale e a minime indagini di laboratorio, si potrà scoprire la risposta individuale di ogni partecipante.

La Dieta Mediterranea ricca di pesce, grassi monoinsaturi da olio extra vergine di oliva, frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca e, negli adulti, con anche un moderato consumo di alcol, è patrimonio Unesco, una delle prescrizioni considerate più sane e sicure in assoluto.

Le diete che mirano al controllo dei livelli di glucosio nel sangue sono spesso simili, tuttavia le persone sono diverse, con un patrimonio genetico diverso, uno stile di vita diverso e persino microbiota diverso.

Uno stile alimentare appropriato entra in gioco in vari ambiti, dalla riduzione dell’incidenza delle malattie cardiovascolari alla prevenzione del cancro al seno e al colon-retto, ci protegge dal rischio depressione, asma, diabete e obesità. Le azioni positive per la salute possono essere in parte dovute agli effetti sul livello di glucosio nel sangue, poiché è noto che livelli più elevati di zuccheri sono associati, attraverso il gioco dell’insulina, al rischio obesità, al diabete e alle malattie cardiovascolari.

Quello che non è ancora noto è l’effetto della Dieta Mediterranea sul microbiota intestinale, che influenza la nostra suscettibilità alle malattie, e lo studio Caprii indagherà anche in questo senso. Lo scopo dello studio nei bambini è quello di porre le basi per crescere adulti sempre più sani.

Alessandro Malpelo, QN Quotidiano Nazionale