Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet WhatsApp Canale YouTube
Economia Sport Motori Tech Magazine Salute

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Perché sono i bambini piccoli a prendere le decisioni migliori

Nelle decisioni e nei giudizi, a 4 anni ragioniamo meglio che da adulti. Il tempo e l'importanza delle decisioni sono collegati 

Ultimo aggiornamento il 20 luglio 2018 alle 13:20
I bambini di 4 anni sanno scegliere meglio dei più grandi - foto diane39 istock
Altro che persone non autonome da guidare dall'alto nelle loro scelte. Sono i bambini piccoli gli esseri umani in grado di prendere le decisioni migliori. Lo spiega un nuovo studio della University of Waterloo, in Canada, che ha evidenziato come più invecchiamo e più sbagliamo nel prendere decisioni. E che se a 4 anni riusciamo a analizzare più fonti di informazione per formulare scelte e giudizi, poi, a causa della fretta, siamo molto meno attenti. Rischiando di sbagliare.


MEGLIO A 4 ANNI
La ricerca canadese è stata organizzata in esperimenti per analizzare i processi decisionali di 288 bambini fra i 4 e i 6 anni. Lo scopo era determinare se nelle loro scelte avessero utilizzato informazioni numeriche, relazionali o di entrambi i tipi. I risultati raccontano che la fascia di età più attenta nel valutare e scegliere è stata quella dei 4 anni: il 55% di questi piccoli usava entrambi i tipi di informazioni, mentre il 45% si limitava a quelle relazionali. Nei bambini di 5 anni la percentuale di chi si affidava solo alle informazioni relazionali saliva al 70%, per arrivare al 95% nei bimbi di 6 anni.


I PROCESSI DEL CERVELLO
I ricercatori ritengono che l'uso eccessivo di informazioni derivanti dalle relazioni sociali non sia necessariamente negativo, ma lo studio mostra in modo evidente come siano i bambini più piccoli quelli propensi a prendere in considerazione entrambe le informazioni.
Più si cresce, insomma, e più si possono commettere errori nelle scelte. È meglio tenere in considerazione informazioni di tipo diverso, ma secondo il team canadese quando gli adulti formulano giudizi tendono a non usare tutte le informazioni a loro disposizione. Il motivo? Probabilmente perché il processo di analisi di tutti i dati richiede molto tempo e molta energia mentale.


PIÙ TEMPO PER LE SCELTE IMPORTANTI
La ricerca, pubblicata sul Journal of Experimental Child Psychology, dimostra che i bambini di circa quattro anni iniziano a utilizzare scorciatoie nel pensiero, e che già a sei anni si ragiona come gli adulti, ottimizzando tempo e dati. Ma se utilizzare queste scorciatoie è una strategia molto efficiente, “dobbiamo essere consapevoli che può indurre a errori", afferma Stephanie Denison, professore associato presso il Dipartimento di Psicologia e co-autrice della ricerca, "Di conseguenza a volte dovremmo riflettere più approfonditamente e dedicare più tempo a raccogliere tutte le informazioni”.



Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.