Anziani

Roma, 13 febbraio 2018 - Sempre più insicuri, sempre più fragili di fronte a una società che non viene incontro ai loro bisogni: nonostante gli over 65 italiani siano ormai oltre 13 milioni, non c’è ancora sufficiente attenzione alle loro necessità di sicurezza nella società, nell’ambiente, in casa e nella sanità. A lanciare l'appello è la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) in occasione del convegno "Invecchiamento attivo e autodeterminazione per il fine vita: strategie di tutela dell'anziano", che si è appena concluso a Roma.

Secondo i dati di un’indagine che ha messo a confronto 28 Paesi europei, l’Italia è soltanto quindicesima per misure come l’accesso ai servizi o l’uso di tecnologie che aiutino nella quotidianità, diciassettesima per livello di indipendenza degli over 65. Serve perciò garantire un maggior accesso ai servizi sanitari dedicati e anche incentivare politiche di sostegno alla famiglia, visto che nei Paesi in cui questo accade migliora anche la salute dei senior: quando i nonni si occupano della gestione dei nipoti si riduce del 40% la loro probabilità di andare incontro a depressione. “L’anziano, anche se non è malato seriamente, è un soggetto con minori abilità rispetto ad un adulto, per cui è necessario che le istituzioni si facciano carico di misure per facilitargli la vita. Purtroppo i servizi per l’anziano sono spesso carenti, sia pure in modo disomogeneo sul territorio nazionale,– osserva Raffaele Antonelli Incalzi, presidente SIGG – La disponibilità di specialisti in Geriatria per esempio è molto esigua in rapporto al fabbisogno né vi sono prospettive di miglioramento: il numero di specializzandi in Geriatria previsti nell’ultimo concorso nazionale era di appena 164 a fronte dei 396 specializzandi in Pediatria, sebbene la società italiana sia già vecchia e lo divenga sempre di più. Addirittura la visita geriatrica non è inclusa tra i Livelli Essenziali di Assistenza, rientrando tra le prestazioni generiche”.

Migliorare la sicurezza degli anziani non significa solo garantire loro un accesso rapido e appropriato alle prestazioni sanitarie necessarie, ma anche pensare in maniera più ampia a politiche di sostegno alla famiglia che ne migliorino la sicurezza sociale. “L’integrazione fra sostegno sanitario e supporto sociale adeguatamente organizzati può prevenire l’insorgere di problemi di salute – sottolinea Antonelli Incalzi - Il vero strumento di sicurezza per chi invecchia è avere intorno dei giovani: si invecchia male in una società di vecchi. Politiche per la famiglia si traducono in un beneficio ai più anziani, non solo per il finanziamento delle pensioni ancora basate sul retributivo, ma in varie dimensioni: prendersi cura dei nipoti per esempio fa bene alla salute dei nonni, che così vedono ridursi del 40% il rischio di andare incontro a depressione”.

Oltre alla sicurezza sanitaria e sociale, serve migliorare anche quella ambientale e domestica: i geriatri sottolineano per esempio che gli anziani sono più sensibili all’inquinamento ambientale e più a rischio di conseguenze cardiovascolari e respiratorie. “Limitare lo smog è quindi importante, così come facilitare gli spostamenti degli anziani – dice Antinelli Incalzi – Anche una casa sicura e confortevole è un bisogno essenziale, ma inascoltato, come mostra la grande frequenza di incidenti domestici fra over 65. La tecnologia potrebbe aiutarci molto in tutti questi aspetti: da sensori di passaggio o di uso che monitorino l’attività fisica, il cui declino precede peggioramenti dello stato di salute, a sensori ambientali per garantire ottimale temperatura, umidità e luminosità; da sensori di freschezza degli alimenti a sistemi di allarme per cadute; da sistemi di localizzazione per anziani con problemi di orientamento spaziale a sociometri per misurare le interazioni sociali”.