Ha 68 anni, si chiama Sion Jair e nella sua vita ha scalato più di 5000 volte l'Old Man of Coniston, una delle montagne più alte d'Inghilterra, nella contea di Cumbria. E continua a camminare anche oggi, dopo aver scoperto di soffrire di Alzheimer. Una storia straordinaria portata alla luce dal Guardian.


CAMMINARE PER SOPRAVVIVERE
È passato mezzo secolo da quando Sion Jair arrivò per la prima volta nel Lake District, nel 1968, per scalare l'Old Man of Coniston. Non si è più fermato: a volte lo fa addirittura due volte al giorno; in inverno si arrampica con i ramponi. Per molti anni ha tenuto corsi di trekking e ha salvato decine di escursionisti che hanno sottovalutato questa iconica vetta della regione dei laghi. Tutti qui lo conoscono.

Quella di Jair è una storia a modo sua unica, perché ama a tal punto la montagna che ha continuato a scalare l'Old Man nonostante una serie di malattie debilitanti. Per anni ha sofferto di sindrome da stanchezza cronica, poi gli fu diagnosticata un'anemia perniciosa, una condizione in cui l'organismo fatica ad assimilare la vitamina B12 con possibili gravi conseguenze, da tenere sotto controllo con iniezioni costanti di vitamina.
Tuttavia, il corpo di Jair rifiutò il trattamento e un medico gli disse che, senza iniezioni, poteva aspettarsi di vivere al massimo tre anni. Jair non si è arreso e ha continuato a camminare. Inizialmente si stancava anche con brevi escursioni, ma col passare del tempo la sua forza è aumentata. "Avevo due possibilità: potevo sedermi e morire, oppure il corpo doveva alzarsi e usare quello che aveva", ha raccontato.


ALZHEIMER ED ESERCIZIO FISICO
Ma i problemi medici di Jair non finirono qui. Gli effetti fisici dell'anemia perniciosa avevano nascosto un grave deterioramento mentale. "Dopo una tac scoprirono che il mio cervello si era ristretto. Quando mi dissero che avevo l'Alzheimer fu quasi un sollievo, ma poi aggiunsero che non c'era nulla da fare, perché lo stadio era avanzato", ha raccontato al Guardian. Questo accadde quattro anni fa e la risposta di Jair fu esattamente la stessa che aveva dato ai precedenti disturbi: si allacciava gli stivali e camminava.

Purtroppo ancora oggi non esiste una cura per il morbo di Alzheimer. Tuttavia, la storia di Jair mostra, e i suoi dottori lo sostengono, che l'esercizio regolare porta grandi benefici: nel suo caso infatti scalare frequentemente la montagna gli ha permesso di mantenere attiva la memoria, di "uscire dal letto", come ha detto durante l'intervista al quotidiano britannico, di sentirsi motivato a raggiungere un obiettivo e di rallentare gli effetti debilitativi della malattia, come la difficoltà a camminare o parlare.


COSA DICE LA SCIENZA
Anche recenti ricerche sembrano confermare i benefici del moto: nel 2017 l'Università del Kansas ha esaminato 68 uomini e donne a cui era già stata diagnosticato l'Alzheimer. Per sei mesi metà del campione ha aumentato il suo programma sportivo fino a svolgere 150 minuti di esercizio aerobico a settimana.
Alla fine del periodo di prova, quasi tutti avevano mostrato miglioramenti nei test per le abilità fisiche quotidiane e alcuni degli "sportivi" avevano aumentato in modo significativo i loro punteggi ai test cognitivi incentrati sul pensiero e sul ricordo.