Il professor Francesco Patti
Il professor Francesco Patti

Spoleto, 3 luglio 2018 - Troppa confusione sulla cannabis terapeutica. I pazienti potrebbero essere a rischio. A sostenerlo è il professor Fausto Bartolini, direttore del Dipartimento Assistenza Farmaceutica della Usl Umbria 2, Terni, e responsabile scientifico del convegno “Cannabis terapeutica e preparazioni galeniche", che si è svolto a Spoleto, promosso dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Silfo).

«I risultati sull’efficacia e la sicurezza della cannabis a scopo terapeutico presentano grossi dubbi e non essendo un prodotto industriale non c’è una spinta economica _ ha detto Bartolini _. Quindi non si sviluppano studi clinici necessari per giungere a una conclusione; a ciò dovrebbero sopperire le Istituzioni». Da qui l'appello alle Istituzioni, a cui si segnala l'esigenza di approfondire gli studi, fin qui manifestata solo dagli attori coinvolti, tra cui prescrittori, preparatori, pazienti.

Una delle patologie che potrebbe trarre maggiori benefici dall’uso della cannabis terapeutica è la sclerosi multipla. Il professor Francesco Patti, coordinatore nazionale gruppo studio Sclerosi Multipla della Società Italiana di Neurologia (Sin), ha effettuato sulla malattia degli studi con l’unico farmaco attualmente in commercio a base di cannabinoidi: il Sativex* di Almirall, composto da THC (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo), che costituiscono circa il 70% della molecola e un altro 30% di terpeni. «Il Sativex* è utilizzato per la spasticità e i sintomi correlati in pazienti adulti con sclerosi multipla, che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici. In Italia questo farmaco può essere utilizzato solo in associazione a queste terapie. Il Sativex, in molti casi, può ridurre gli spasmi, il dolore legato alla spasticità, l’incontinenza urinaria, anche l’ampiezza del passo e aumentare la velocità», spiega Patti.

Ci sono, però, molte differenze rispetto alle preparazioni galeniche. «Qualunque medico può prescrivere produzioni e formulazioni farmaceutiche galeniche, che non hanno alcun tipo di controllo né per quanto riguarda le dosi, né la via di somministrazione, né la biodisponibilità. Il farmaco, a differenza di questi prodotti, è tracciabile – precisa - Tutti i lavori che hanno visto gli effetti di queste produzioni galeniche non sono stati soddisfacenti negli esiti. Se generalizziamo, rischiamo di ricadere nella cosiddetta ricreazionalità».