Una ricerca dell'Università di Sydney smentisce il vecchio adagio secondo cui "chi va piano va sano e va lontano". L'articolo apparso sul numero speciale del British Journal of Sports Medicine suggerisce infatti che camminare a passo spedito allunga la vita, preservando il cuore dalle comuni patologie.

IL CUORE RINGRAZIA
Il team guidato dal professor Emmanuel Stamatakis ha incrociato le informazioni raccolte in 11 questionari con i dati sulla mortalità registrata nella popolazione inglese e scozzese tra il 1998 e il 2004. Hanno così scoperto che il rischio di morte diminuisce del 20% quando si cammina a ritmo medio e del 24% quando si procede a passo veloce. Il dato è più o meno simile anche per quanto riguarda la riduzione dei problemi al cuore: a ritmo medio il decremento delle malattie cardiovascolari è del 24%, mentre accelerando la falcata ci si assesta sul 21%.

ANCORA MEGLIO PER GLI OVER 60
I presunti effetti positivi di una camminata svelta risultano ancora più evidenti con l'avanzare degli anni. Negli individui di età pari o superiore a 60 anni il passo medio si sposa con un riduzione del 46% dei decessi per cause cardiovascolari, mentre per chi mulinare le gambe in maniera ancora più spedita il rischio scende del 53%

MA COSA SIGNIFICA CAMMINARE VELOCE?
"Un ritmo veloce corrisponde in genere dai cinque ai sette chilometri all'ora, ma in realtà dipende dal grado di allenamento della persona in questione", spiega Stamatakis. Ecco perché, a livello pratico, un buon indicatore è "camminare a un passo che ti rende leggermente senza fiato o sudato".

QUINDI: MEGLIO ACCELERARE IL PASSO!
Alla luce dei risultati, il team di ricerca ritiene che quando si parla dei benefici della camminata, i messaggi rivolti al miglioramento della salute pubblica dovrebbero fornire indicazioni più precise sul comportamento da tenere. "Supponendo che i nostri risultati riflettano effettivamente un rapporto di causa-effetto, queste analisi suggeriscono che l'aumento del ritmo di deambulazione può essere un modo semplice per migliorare la salute del cuore e il rischio di mortalità prematura".