Foto: mauribo/iStock
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Due studi condotti in Francia hanno portato all'attenzione pubblica la crisi che sta investendo la popolazione degli uccelli, ridottasi enormemente nell'arco degli ultimi quindici anni per colpa dell'uso intensivo di pesticidi in agricoltura.

LA POPOLAZIONE DI UCCELLI
Secondo i dati pubblicati dal Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e dal Muséum national d'Histoire naturelle (MNHN), la situazione è “catastrofica e le nostre campagne rischiano di diventare un vero deserto” (a parlare è il biologo Benoit Fontaine, coautore dello studio del MNHN). Dozzine di specie hanno subito una riduzione del loro numero pari ad almeno un terzo, in alcuni casi addirittura due terzi: numeri che riguardano gli uccelli stanziali come quelli migratori. Se non avremo un'inversione di tendenza, commenta Fontaine, allora saremo di fronte a “una catastrofe ecologica”.

COLPA DEI PESTICIDI

La causa primaria di questo fenomeno è indicata nell'uso intensivo di pesticidi da parte degli agricoltori, in particolare coloro che coltivano grano e mais. Gli uccelli non sono avvelenati direttamente, però: i pesticidi uccidono gli insetti e di conseguenza i volatili non trovano abbastanza cibo per nutrirsi a dovere. Vincent Bretagnolle del CNRS fa notare che il fenomeno della riduzione massiccia di insetti non riguarda solo la Francia, ma che recenti studi hanno certificato una situazione analoga a livello europeo, dove è stato registrato un crollo pari all'80%, con la conseguente contrazione della popolazione degli uccelli (400 milioni di esemplari in trent'anni).

NON SOLO IN CAMPAGNA
C'è un'ulteriore ragione di preoccupazione: Vincent Bretagnolle aggiunge infatti che “sta declinano alla stessa velocità non soltanto il numero di uccelli che vivono negli ambienti agricoli, ma anche di quelli che prosperano in altri luoghi, come ad esempio le aree boschive”. La situazione non è ancora irreversibile, fa notare Benoit Fontaine, ma “è necessario che tutti gli attori del settore agricolo lavorino insieme per modificare la loro routine lavorativa”.

C OSA FARE?
Il governo francese si è impegnato a ridurre di metà l'uso dei pesticidi entro il 2020, ma finora questo impegno non è stato seguito da iniziative pratiche. Anzi, secondo i dati dell'Unione Europea la vendita di pesticidi è aumentata in modo regolare e non ha registrato alcun segno di contrazione. Proprio per questo CNRS e MNHN hanno lanciato un grido d'allarme comune.

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