Per la prima volta uno studio documenta che alcuni pesci potrebbero essere in possesso dell'autoconsapevolezza. Attraverso una serie di esperimenti, un team giapponese della Osaka City University ha infatti dimostrato che il pesce pulitore, una piccola specie tropicale d'acqua salata, è in grado di riconoscere la propria immagine riflessa in uno specchio, come fanno gli esseri umani.

IL TEST DELLO SPECCHIO
Si tratta di un test che serve per stabilire la capacità di una specie di riconoscersi quando viene posta di fronte a uno specchio. Funziona marcando il muso o il corpo dell'animale con un segno colorato, che può essere notato solo guardando la propria immagine riflessa. Se attraverso la superficie riflettente il diretto interessato si accorge del "bollino" e tenta in qualche modo di rimuoverlo, significa presumibilmente che ha consapevolezza di sé. Fino a oggi avevano superato il test dello specchio le grandi scimmie antropomorfe, i delfini, le orche e le gazze. In media, gli esseri umani lo passano solo dopo avere compiuto i 18 mesi di vita.

PESCI "VANITOSI"
Come si legge nell'articolo in versione preprint su bioRxiv, è lecito credere che le abilità percettive e cognitive dei pesci spesso uguaglino o superino quelle di altri vertebrati. Per dare credito a questa tesi, l'equipe giapponese ha quindi messo alla prova dieci esemplari di pesce pulitore ( Labroides dimidiatus). In un esperimento preliminare, i pesci ancora privi di contrassegno si sono ritrovati a tu per tu con uno specchio, ricalcando un modello comportamentale che, secondo la scienza, rappresenta già un indizio di autoconsapevolezza. Nello specifico, ciascun pesce ha prima manifestato una serie di atteggiamenti insoliti, non osservabili in natura, e poi ha iniziato a"studiare" la propria copia riflessa.

SPECCHIO RIFLESSO
Nel successivo test dello specchio, otto esemplari sono stati trattati con un gel che dava origine una macchia sottopelle simile a un parassita, all'altezza della gola o sopra la testa. Una volta posti di fronte allo specchio, i pesci hanno cercato di togliersi il colorante, strofinando ripetutamente la parte del corpo segnata. Tale comportamento non ha trovato riscontro nel gruppo di controllo (trattato con gel trasparente) e in assenza di specchio. Questi risultati, dicono gli autori, non implicano per forza un'autoconsapevolezza, ma sono quanto meno la prova che i pesci collegano il proprio corpo all'immagine riflessa.

RIMANGONO DEI DUBBI
Lo studio solleva in realtà questioni più grandi. Le conclusioni possibili sono infatti due: o i pesci sono molto più intelligenti di quello che si crede oppure il loro comportamento si basa su un processo cognitivo che non ha nulla a che fare con la consapevolezza di sé. Secondo gli autori, la prima ipotesi rimetterebbe in discussione molte cose che pensiamo di sapere sull'intelligenza; se invece fosse vera l'altra l'affermazione bisognerebbe ripensare al test dello specchio e alla sua reale utilità per valutare le abilità cognitive degli animali.