I droni sono una risorsa sempre più preziosa per i biologi marini. Poco tempo fa vi avevamo raccontato delle rarissime riprese che chiarivano le strategie di caccia della balenottera azzurra, il cetaceo gigante ghiotto di krill. Ora, una nuova ricognizione aerea ad opera del WWF canadese e di Fisheries and Oceans Canada sembra svelare un ulteriore mistero, che riguarda questa volta il narvalo.

Questo cetaceo è infatti famoso per il suo lungo dente "da unicorno", simile a una vite, la cui funzione è da tempo soggetta a dibattito tra gli scienziati. Il video, catturato da due droni controllati da remoto, evidenzia che la zanna serve probabilmente come arma contundente, utile per stordire ad esempio i merluzzi, che vengono poi mangiati. Vedere per credere:



UN DENTE MOLTO SVILUPPATO
Il "corno" del narvalo è lungo tra i 2,4 e i 2,7 metri: fuoriesce dal labbro superiore degli esemplari maschi e in casi rari anche da quello delle femmine. I denti del narvalo sono in tutto due, entrambi posizionati nella mascella superiore, e alcune volte può accadere che si sviluppino in egual misura, formando una specie di zanna doppia.

PRIMA COLPIRE, POI MANGIARE
Il filmato documenta per la prima volta una delle ipotesi circolanti tra gli scienziati, ossia che il dente funzioni come arma contundente per cacciare le prede. Tuttavia, le immagini provenienti dal Canada non sono ancora state rafforzate da un articolo scientifico e, per quanto il loro contenuto non si presti troppo a interpretazioni, dovranno essere sottoposte a ulteriori analisi da parte degli esperti.

ALTRE IPOTESI
Un'altra delle ipotesi più in voga riguarda la possibilità che la zanna abbia un ruolo chiave nell'ecolocalizzazione, ovvero serva al narvalo per orientarsi e valutare la distanza degli oggetti. Studi precedenti avevano infatti evidenziato che il dente ha ormai perso parte dello smalto che gli conferisce durezza, rendendolo più sensibile agli stimoli esterni ma forse meno adatto ad essere impiegato come arma. Il fatto che le femmine siano sprovviste di zanna lascia però aperti ancora molti dubbi su questa stranezza dell'evoluzione.