Dopo un secolo di ipotesi e dicerie, un nuovo studio apparso sulla rivista PNAS sembra avere chiarito molti dubbi sulla presunta super forza degli scimpanzé. Questi primati sono sì più forti dell'uomo, ma non in modo esagerato: le loro performance muscolari sono infatti 1,5 volte superiori alla nostre. L'apparato muscolo-scheletrico delle scimmie, dicono gli scienziati, è infatti ricco di fibre veloci, che nell'uomo si sono invece ridotte probabilmente per ragioni evolutive.

SCIMMIA O SUPERMAN?
Il "mito" della super forza degli scimpanzé ha radici pop. Tuttavia, a partire dagli anni '20 numerosi studi hanno cercato di testarne la veridicità, arrivando in alcuni casi ad affermare che i nostri cugini primati sono – chilo per chilo – quasi cinque volte più forti degli uomini. Calcoli più recenti hanno ridimensionato tale valore, ipotizzando che il rapporto sia "solo" 1:2. Uno dei maggiori limiti di queste ricerche riguarda la mancata distinzione tra il contributo muscolare e quello dei tendini. Inoltre, è molto difficile comprendere quanto il lavoro dei muscoli sia influenzato dalla forma del corpo.

SCIMPANZÉ VS. UOMINI
Il team americano, che include collaborazioni dalla Harvard University e dalla University of Massachusetts, ha ripreso in mano tutte le ricerche sul tema. L'esame dei dati raccolti dal 1924 al 2014 ha così permesso di concludere che gli scimpanzé, che condividono con l'uomo circa il 98% del patrimonio genetico, possono fare affidamento su una forza relativa 1,5 volte superiore alla nostra.

MUSCOLI A CONFRONTO

Secondo un'ipotesi mai verificata, la super forza delle scimmie dipenderebbe dalla presenza di alcuni muscoli speciali. Ma non è così. L'equipe statunitense ha infatti isolato le fibre muscolari di alcuni esemplari, per testare la forza e la velocità di contrazione, nonché verificare la disposizione delle miosine - le principali proteine motrici. L'analisi non ha evidenziato sostanziali differenze chimiche con l'uomo, ma ha permesso di stabilire che gli scimpanzé hanno circa il doppio delle fibre veloci rispetto all'Homo Sapiens.

RAGIONI EVOLUTIVE
Le fibre bianche a contrazione veloce sono coinvolte negli sforzi rapidi e intensi, mentre le fibre rosse a contrazione lenta intervengono nelle azioni muscolari di modesta intensità ma lunga durata. Secondo gli scienziati, lo stile di vita arboreo delle scimmie, fatto di continue oscillazioni e salti tra i rami, ha più bisogno delle prime che delle seconde. Viceversa, i lunghi viaggi via terra che hanno caratterizzato la storia evolutiva dell'uomo sono stati un importante fattore selettivo in favore delle fibre lente e dell'attuale conformazione del nostro apparato muscolo-scheletrico.