Un esemplare di balenottera azzurra (Foto: eco2drew/iStock)
Un esemplare di balenottera azzurra (Foto: eco2drew/iStock)
L'estinzione dei dinosauri e, in epoca successiva, la scomparsa della megafauna ci ha abituati all'idea che nel corso dell'evoluzione il regno animale sia andato incontro a una drastica riduzione di taglia. Ma non è esattamente così: le balene hanno infatti subito un destino opposto, arrivando a dimensioni senza precedenti, come nel caso della gigantesca balenottera azzurra, che è lunga oltre 30 metri. Ora, un nuovo studio apparso su Proceedings of the Royal Academy B, ci spiega il motivo di questa crescita a dismisura.

BALENE A CONFRONTO

La ricerca è stata guidata da Nick Pyenson, esperto di mammiferi marini presso lo Smithsonian National Museum of Natural History. Il suo team ha fatto uso di strumenti informatici per comparare 140 fossili di balena, riconducibili a 13 specie moderne e 63 ormai estinte. L'obiettivo era individuare in quale momento della loro storia evolutiva, iniziata tra i 29 e i 39 milioni di anni fa, questi cetacei hanno assunto le proporzioni attuali.

QUANDO È AVVENUTO IL CAMBIAMENTO
Il confronto ha evidenziato che per moltissimo tempo le balene hanno mantenuto una lunghezza "contenuta", tra i 4 e i 9 metri. La svolta morfologica è avvenuta in tempi relativamente recenti, circa 4,5 milioni di anni fa, coinvolgendo diverse specie del sottordine dei misticeti (balenottere, megattere e balene), più o meno nello stesso momento.

GRANDI ANIMALI PER GRANDI DISTANZE

In quel periodo sulla Terra si stava affacciando una nuova era glaciale. Il cambiamento climatico fu accompagnato da una variazione delle correnti marine, che portarono alla formazione di zone fredde e ad alta concentrazione di zooplancton, spesso molto distanti l'una dall'altra. La nuova distribuzione delle risorse favorì quindi le balene di taglia "forte", che erano in grado di viaggiare anche per migliaia di chilometri, compensando lo sforzo con grosse scorpacciate di cibo.