Invia tramite email Condividi Condividi su Instagram Effettua l'accesso col tuo utente QN Il Giorno Tutte le ultime notizie in tempo reale dalla Lombardia il Resto del Carlino Tutte le notizie in tempo reale dall'Emilia Romagna e dalle Marche Il Telegrafo Tutte le news di oggi di Livorno La Nazione Tutte le notizie in tempo reale dalla Toscana e dall'Umbria QuotidianoNet Tutte le ultime notizie nazionali in tempo reale Tweet WhatsApp Canale YouTube
Economia Sport Motori Tech Magazine Salute

EDIZIONI

Abbonamenti

Leggi il giornale

Network

Quotidiano.net il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno Il Telegrafo

Localmente

Codici Sconto

Speciali

Napoli. Nel parco spunta una seconda tartaruga azzannatrice

Un primo esemplare era stato recuperato all'inizio di aprile. Si tratta di animali di cui è vietata la detenzione

Ultimo aggiornamento il 26 aprile 2018 alle 13:17
Tartaruga azzannatrice

Napoli, 26 aprile 2018 - I carabinieri forestali del Cites (Nucleo per la tutela delle specie di flora e fauna selvatiche in via d'estinzione) sono intervenuti dopo la segnalazione del responsabile alla gestione della villa comunale di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, e hanno trovato un esemplare di Chelydra serpentina, la cosiddetta 'tartaruga azzannatrice', che qualcuno aveva lasciato lì. Si tratta del secondo caso.

Il primo risale agli inizi di aprile, nello stesso luogo e in circostanze identiche. L'animale è incluso nell'elenco allegato a un decreto ministeriale del 1996, dove vengono annoverati gli esemplari considerati pericolosi per la pubblica incolumità dei quali è vietata la detenzione. La Chelydra serpertina predilige le acque stagnanti o i fiumi a lento corso, appartiene ad una specie originaria del nord america e fuori dal proprio habitat manifesta aggressività anche nei confronti dell'uomo (i suoi morsi possono staccare le dita a una persona adulta). Anche questo esemplare è stato in un primo momento portato in un poliambulatorio veterinario del luogo e successivamente trasferito allo zoo di Napoli. Continuano le indagini per identificare chi deteneva illegalmente e ha abbandonato le due tartarughe. 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.