Cavallo in una foto di repertorio (L.Gallitto)
Cavallo in una foto di repertorio (L.Gallitto)

Roma, 14 febbraio 2018 - Il Presidente del CONI conferma che i cavalli iscritti FISE non sono macellabili. Ora attendiamo il ripristino di una norma federale chiara “In quanto atleti, i cavalli iscritti nei ruoli della FISE Federazione Italiana Sport Equestri non sono macellabili per la produzione di alimenti”: sembra inequivocabile quanto dichiarato dal Presidente del CONI Giovanni Malagó, in risposta alle numerose proteste giunte per la recente decisione della FISE di abrogare una norma che da anni era stata posta a tutela dei cavalli impiegati nelle attività equestri sotto la sua egida. E' quanto riferisce una nota di Italian Horse Protection.

Il CONI ha quindi ribadito quanto già rappresentato il 6 marzo 2015, proprio in sede CONI, quando il Presidente Malagó e altre tre istituzioni (Ministero della Salute, Comitato Italiano Paralimpico e FISE) avevano sottoscritto questa norma insieme ad altre a tutela dei cavalli atleti, si legge ancora.
La FISE può tesserare solo atleti, cavalieri e cavalli, e iscrive dunque nei propri ruoli qualunque equide purché “sul documento identificativo siano indicati come NON DPA” (ossia non destinabili alla macellazione per la produzione di alimenti): norma rideliberata, nell’ambito di uno specifico Regolamento FISE, dal Commissario Straordinario Gianfranco Ravá, nominato dal CONI per riorganizzare la federazione sotto il profilo amministrativo, contabile e regolamentare. Una norma che la FISE ha adottato per la prima volta nel 2006 quando era anche soggetto anagrafico per gli equidi secondo la normativa europea, e che ha riconfermato negli anni successivi, insiste la nota.

Sarebbe dovuto bastare tutto questo a mantenere saldo un principio di civiltà e invece il 5 dicembre scorso l’attuale presidente federale Di Paola ha proposto di abrogare questa norma, supportato dalla maggioranza del consiglio federale, sostituendola con altra che - non vietando - consente l’iscrizione nei ruoli FISE di cavalli DPA, come anche la scuderizzazione degli stessi presso i centri FISE, sottolinea IHP. "Una delibera che é stata motivo di profondo imbarazzo e disagio così come lo sono state le dichiarazioni pubbliche della presidenza nonché la pubblicazione sul sito ufficiale FISE della seconda parte del nuovo Regolamento generale. Il testo pubblicato, approvato al 7/01/2018, sebbene non ancora deliberato, prevedeva infatti che potessero essere macellabili anche cavalli e pony impiegati in qualunque attività, disciplina e gara sino a 6 anni di età come confermato dalla residenza anche nella conferenza stampa del 15 gennaio 2018 ripresa e diffusa a mezzo video", accusa Italian Horse Protection.

"Atto gravissimo, a nostro parere, per il quale alcuni esponenti federali avrebbero richiesto persino il sostegno del MIPAAF, che é ente allevatoriale e anagrafico che nulla ha a che vedere con i principio e le regole sportive sotto l’egida del CONI", si legge ancora. “Il CONI é autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività sportive e organo di controllo delle Federazioni. Fondamentale il suo intervento a tutela dei cavalli. Ora - dichiara Sonny Richichi, Presidente di Italian Horse Protection Onlus - chiediamo un intervento definitivo e il ripristino di un testo normativo che non lasci dubbi interpretativi: NON DPA dovrebbe essere la destinazione di tutti i cavalli ma soprattutto di quelli impiegati nelle attività sportive e nella disabilità come i cavalli iscritti nei ruoli FISE. É infatti dal 18 dicembre che la Giunta Nazionale del CONI ha ricevuto in approvazione il testo del nuovo Regolamento FISE. Veloci ed efficaci gli interventi fatti dagli uffici CONI sul testo ma da circa due mesi, invece, si è ancora in attesa dell’intervento definitivo del CONI per le modifiche al Regolamento FISE relativamente al tesseramento dei cavalli che non possono essere DPA. Comprendiamo che il CONI abbia numerosi impegni ma non possono esserci discriminazioni per i cavalli”, conclude la nota.
animali@quotidiano.net