Roma, 27 aprile 2018 – E’ iniziato questa mattina il trasferimento delle prime otto caprette di Palmaria. Si tratta di esemplari appartenenti a un medesimo nucleo socio-familiare che a bordo di una chiatta ha raggiunto l’approdo di Porto Venere (La Spezia) e da lì una fattoria didattica dello spezzino. L’obiettivo di Enpa, infatti, è quello di trasferire gli animali rispettando la composizione dei diversi gruppi presenti sull’isola ed evitando di spezzare i legami sociali e familiari consolidatisi nel tempo. «Separare gli esemplari di uno stesso gruppo – spiega Massimo Pigoni, vicepresidente nazionale di Enpa e responsabile del Centro Recupero Selvatici di Campomorone (Genova) – avrebbe ripercussioni estremamente negative loro salute e sul benessere psico-fisico degli animali rimasti sull’isola».

Naturalmente, questo approccio strategico ha richiesto un surplus di lavoro ai volontari dell’Enpa, i quali hanno dovuto censire i singoli animali, ricostruire i loro legami sociali, individuare i diversi nuclei e collocare ogni esemplare all’interno di un gruppo. Insomma una vera mappatura, complessa ed estremamente laboriosa; il via libera al trasferimento è arrivato solo con il completamento della lunga fase propedeutica, riporta una nota.

Ma prima di partire, per le 8 fortunate viaggiatrici, c’è stato un ultimo “adempimento”. Le caprette, infatti, sono state visitate dai veterinari della Asl 5 della Spezia, i quali, oltre a valutarne le condizioni fisiche generali, hanno prelevato alcuni campioni biologici per accertare che non siano affette da patologie infettive. Tutti i membri della famigliola trasferita oggi, composta da mamma, cucciolo, sorelle, zie e cugine, sono apparsi in salute, con la sola eccezione di un esemplare – claudicante – che sarà curato non appena raggiungerà la fattoria didattica. Anche se, per gli esami epidemiologici, si devono attendere 6 mesi. Un  arco di tempo  durante il quale Enpa sospenderà le operazioni per non mettere in pericolo la sicurezza degli animali, si legge ancora nel testo.
«Le 8 caprette possono essere considerate come un vero gruppo pilota, una cartina di tornasole che può darci indicazioni attendibili circa lo stato di salute delle altre 80 presenti sull’isola. I nostri viaggi verso la fattoria didattica – prosegue Pigoni – riprenderanno solo quando avremo la ragionevole certezza che gli animali non sono affetti da patologie infettive».

Intanto, la Protezione Animali ha già aperto le procedure di adozione. Chi fosse interessato può scrivere alla mail genova@enpa.org o contattare lo 010.721217. «Le caprette – conclude Pigoni – possono essere pre-adottate già a partire da oggi. Ricevere ora le prime richieste ci aiuterebbe moltissimo a ottimizzare le operazioni di trasferimento. L’adozione vera e propria scatterà a settembre quando avremo il responso delle analisi», conclude la nota.