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13 feb 2018

Tagliavano le orecchie ai cani: indagati veterinario e 4 allevatori

Vasta indagine dei carabinieri del Nas hanno passato al microscopio le strutture in mezza Italia. Lega nazionale per la difesa del cane ricorda che queste pratiche sono vietate dalla legge

13 feb 2018
(DIRE) Roma, 14 nov. - Ungulati dilaniati a morsi da cani di razza Dogo Argentino all'interno di un'azienda agricola in provincia di Pesaro Urbino. Sono stati denunciati all'Autorita' giudiziaria per maltrattamento di animali sette persone, tra cui allevatori che addestravano cani a combattere contro i cinghiali, residenti in Lombardia, Umbria e Marche alcuni dei quali registravano con telecamere e cellulari il combattimento.     Questo il risultato di una lunga indagine durata sei mesi diretta dalla Procura della Repubblica di Urbino e condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato dei Nuclei investigativi di Polizia ambientale e forestale di Pesaro Urbino, Perugia, Milano, Lecco, Pavia e dagli uomini del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli animali (Nirda) di Roma.    L'operazione ha portato ad una serie di perquisizioni a carico di alcuni allevatori, ripresi mentre addestravano cani che dilaniavano a morsi una femmina adulta di cinghiale, all'interno di un'azienda agricola in provincia di Pesaro Urbino. Nel video acquisito dalla Forestale, sono stati identificati tre noti allevatori della razza da combattimento mentre incitavano i cani ad attaccare la preda sfinita e sanguinante che veniva bloccata e sorretta, per le zampe posteriori, da uno degli addestratori, mentre i cani proseguivano gli attacchi, serrando le possenti mascelle sul cinghiale.     I responsabili di questi gravi crimini a danno degli animali, rischiano le pesanti pene che prevedono la reclusione da uno a tre anni e multe fino a 160mila euro per il reato di maltrattamento, uccisione e combattimento fra animali.   (Com/Set/ Dire) 11:16 14-11-1
Un dogo argentino in una foto di repertorio (Dire)
(DIRE) Roma, 14 nov. - Ungulati dilaniati a morsi da cani di razza Dogo Argentino all'interno di un'azienda agricola in provincia di Pesaro Urbino. Sono stati denunciati all'Autorita' giudiziaria per maltrattamento di animali sette persone, tra cui allevatori che addestravano cani a combattere contro i cinghiali, residenti in Lombardia, Umbria e Marche alcuni dei quali registravano con telecamere e cellulari il combattimento.     Questo il risultato di una lunga indagine durata sei mesi diretta dalla Procura della Repubblica di Urbino e condotta dal personale del Corpo forestale dello Stato dei Nuclei investigativi di Polizia ambientale e forestale di Pesaro Urbino, Perugia, Milano, Lecco, Pavia e dagli uomini del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli animali (Nirda) di Roma.    L'operazione ha portato ad una serie di perquisizioni a carico di alcuni allevatori, ripresi mentre addestravano cani che dilaniavano a morsi una femmina adulta di cinghiale, all'interno di un'azienda agricola in provincia di Pesaro Urbino. Nel video acquisito dalla Forestale, sono stati identificati tre noti allevatori della razza da combattimento mentre incitavano i cani ad attaccare la preda sfinita e sanguinante che veniva bloccata e sorretta, per le zampe posteriori, da uno degli addestratori, mentre i cani proseguivano gli attacchi, serrando le possenti mascelle sul cinghiale.     I responsabili di questi gravi crimini a danno degli animali, rischiano le pesanti pene che prevedono la reclusione da uno a tre anni e multe fino a 160mila euro per il reato di maltrattamento, uccisione e combattimento fra animali.   (Com/Set/ Dire) 11:16 14-11-1
Un dogo argentino in una foto di repertorio (Dire)

Roma, 13 febbraio 2018 - Indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni e sanità (Nas) hanno portato alla denuncia di un veterinario di Padova e quattro allevatori di cani di razza dogo argentino che, a vario titolo, hanno concorso a richiedere ed effettuare il taglio delle orecchie su tre cani per scopi estetici. Il Nucleo di Padova e quello di Pescara hanno collaborato effettuando ispezioni in diversi allevamenti di Pescara e Teramo. Dagli accertamenti è emerso anche che l'ambulatorio veterinario veneto era sprovvisto di autorizzazione sanitaria e che gli interventi di conchectomia venivano giustificati con falsi certificati medici.

Lo rende noto in un comunicato la Lega nazionale per la Difesa del Cane (Lndc). «Ancora un caso di malasanità veterinaria, con medici che dovrebbero pensare al benessere degli animali e invece si piegano a queste pratiche per pura avidità», commenta Piera Rosati - Presidente Lndc Animal Protection. «Tagliare le orecchie o la coda a un cane per meri motivi estetici è una vera e propria mutilazione, vietata da ormai molti anni in Italia. Vorrei poter dire di essere sorpresa ma purtroppo non è così; ci sono ancora tantissimi casi di questo genere in tutto il Paese, soprattutto a danno dei molossoidi, e un veterinario compiacente si trova sempre. Ben vengano quindi le indagini e le denunce in tal senso». 
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