Tokyo (Giappone), 31 marzo 2018  - Delle baleniere giapponesi sono rientrate oggi nel porto di Shimonoseki, nell'ovest del Giappone, dopo avere catturato e ucciso 333 cetacei nell'oceano Antartico. Lo riferisce la locale Agenzia della pesca, aggiungendo che la flotta - capeggiata dalla nave principale Nisshin Maru - non ha dovuto affrontare alcuna manifestazione di protesta da parte delle organizzazioni che si oppongono alla caccia alle balene. In passato le baleniere giapponesi avevano dovuto affrontare organizzazioni a difesa degli animali come Sea Shepherd, ma l'anno scorso la ong aveva annunciato che non prevedeva operazioni di protesta in mare per questa stagione. Il Giappone è firmatario della moratoria sulla caccia della Commissione internazionale per la caccia alle balene, ma utilizza una falla del testo che autorizza la caccia ai cetacei per scopi scientifici.

Nel 2014 la Corte internazionale di giustizia aveva ordinato al Giappone di porre fine alle sue campagne di caccia regolari nelle acque dell'Antartico, sottolineando che non corrispondono ai criteri scientifici richiesti. A fine gennaio il premier giapponese Schinzo Abe ha ribadito la volontà del suo Paese di proseguire la caccia alle balene cosiddetta 'scientifica' nell'Antartico e di riprendere la pesca commerciale. Il Gialle quali si dà la caccia da secoli. L'industria baleniera è fiorita dopo la Seconda guerra mondiale, per portare proteine animali agli abitanti del Paese. Negli ultimi anni, tuttavia, la domanda da parte dei consumatori giapponesi è considerevolmente diminuita. 
animali@quotidiano.net