Sabato 22 Giugno 2024

I pericoli in campo elettrico e chimico: ecco i principali fattori da considerare

Cause / La prevenzione è determinante, ma anche operare con la massima attenzione fa la differenza

Elettricisti, impiantisti e installatori sono le figure potenzialmente più a rischio

Elettricisti, impiantisti e installatori sono le figure potenzialmente più a rischio

I rischi in ambito lavorativo rappresentano purtroppo una variabile sempre attuale. Qualsiasi sia il settore di riferimento, infatti, ci sono spesso fattori che possono mettere in qualche modo in pericolo l’incolumità della persona. È altresì vero che alcuni campi sono inevitabilmente più rischiosi di altri ma, in generale, nessuna professione è sicura al 100%. Rischio elettrico e rischio chimico sono sicuramente alcuni dei casi più importanti quando si parla di sicurezza sul lavoro. Secondo il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, il rischio elettrico è quello che "deriva dal contatto diretto o indiretto con una parte attiva e non protetta di un impianto elettrico, così come il rischio d'incendio o esplosione derivanti dal pessimo stato di manutenzione o dall'imperizia nell'impiego di impianti e strumentazione". Elettricisti e impiantisti, installatori e addetti alla manutenzione: tutti quelli che lavorano in campo elettrico sono dunque potenzialmente a rischio. Non solo, perché i rischi si estendono anche a tutti coloro che operano in prossimità di impianti o fonti elettriche, anche se non intervengono direttamente su di essi. Dal campo elettrico al campo chimico che si "porta dietro" innumerevoli rischi classificabili in diverse tipologie. Pericoli per la salute, pericolo di incendi o esplosioni, pericoli per l’ambiente. Di questi soltanto i pericoli per la salute e il pericolo incendi o esplosioni sono concernenti la normativa sulla sicurezza sul lavoro. Dizionario Documento Valutazione Rischi Che cos’è e come viene redatto Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è quello che il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare per individuare e quindi mettere a fuoco eventuali aspetti pericolosi di una determinata mansione. Per effettuare una corretta valutazione dei rischi di una realtà lavorativa qualsiasi occorre come prima cosa individuare tutti i pericoli connessi all’attività svolta e quindi quantificare il rischio, ossia la probabilità che ciascun pericolo si tramuti in un danno, tenuto poi conto dell’entità del potenziale danno. È un documento obbligatorio da redigere per il datore di lavoro che, se colto in fallo, può essere sanzionato con arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro. Ci sono alcuni aspetti che il Documento di Valutazione dei Rischi deve obbligatoriamente riportare: l’anagrafica aziendale, per esempio, ma anche l’organigramma della sicurezza e tutti i pericoli relativi all’attività svolta. Elencando questi aspetti, colui che redige il documento deve anche essere in grado di suggerire consigli per la gestione dei vari pericoli, calandosi quindi nella realtà valutata. Ma il DVR deve anche analizzare tutte le fasi lavorative interne all’azienda, e per ogni fase deve individuare eventuali pericoli connessi, quantificando eventuali rischi che ne derivano per il lavoratore e per la sua incolumità. Inoltre, questo documento deve contenere un programma di miglioramento della sicurezza nel tempo, dove vengono riportate tutte le misure di prevenzione predisposte, il soggetto responsabile dell’attuazione ed una programmazione temporale. Ultimo dettaglio: per redigere il DVR è indispensabile un sopralluogo da parte del tecnico della sicurezza. Focus Rischi biologici, le tre definizioni E cosa dire dei rischi in ambito lavorativo per chi opera in campo biologico? Anche in questo caso sono numerose le fonti considerate pericolose. Dai microorganismi ai virus, passando per tossine e batteri. Il rischio biologico è per definizione "quella tipologia di rischio derivante dall'esposizione del soggetto ad agenti o sostanze di origine biologica potenzialmente dannosi per la salute degli esseri viventi, e quindi, nel caso specifico, dei lavoratori". Sono tre le definizioni coniate per inquadrare al meglio questa tipologia di rischio e conseguenze derivanti. La prima è quella di agente biologico inteso come qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni. La seconda è quella di microrganismo: qualsiasi entità microbiologica in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico. C’è infine la coltura cellulare: è il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi pluricellulari.