(DIRE) Roma, 21 ott. - Una vacca e' arrivata al Senato, ma e' un animale sofferente per le conseguenze di lunghi e atroci viaggi che portano gli animali al macello. Per fortuna la 'vacca' e' solo una statua, che si puo' firmare come 'petizione 3D' per chiedere la fine del trasporto di animali vivi extra Ue. Si tratta della tappa italiana di 'Cow on Tour' , l'evento europeo di Ciwf (Compassion in world farming) contro il trasporto di animali vivi extra Ue. Quale la dimensione del fenomeno? Tre milioni di animali ogni anno costretti ad affrontare trasporti "in condizioni agghiaccianti- denuncia l'associazione- senza pausa e riposo durante viaggi lunghi ed estenuanti, in condizioni atmosferiche estreme, privi di acqua e cibo a sufficienza, senza qualsiasi tipo di cura". La scultura di una vacca di dimensioni reali, in posizione sofferente, e' stata esposta di fronte a Palazzo Madama. Parlamentari, vip e sostenitori hanno apposto sull'animale la propria firma, creando cosi' "una petizione tridimensionale che sara' consegnata a Bruxelles, alla Commissione europea- segnala Ciwf- per chiedere la fine del trasporto di animali vivi verso paesi extra Ue". Inoltre Ciwf ha diffuso oggi, anche in Italia, una video inchiesta che documenta ancora una volta "le indicibili sofferenze e crudelta' a cui questi animali sono sottoposti" per raggiungere luoghi in cui dovranno affrontare una morte oggettivamente orrenda. 'Cow on Tour' e' un evento itinerante di Ciwf. La scultura di una vacca di dimensioni reali e' stata esposta a Londra, Parigi, L'Aia, Varsavia, Praga e ha raggiunto oggi anche Roma. La postura della vacca, legata, in posizione sofferente, come spesso succede quando gli animali devono essere trascinati, e' stata ispirata agli attivisti di Ciwf da cio' che hanno potuto vedere coi loro occhi durante un'investigazione. "E questo e' solo uno dei maltrattamenti che gli animali nati in Unione europea possono subire quando varcano i confini dei paesi extra Ue- denuncia l'associazione- dove non ci sono nemmeno le norme minime presenti in Europa". L'ultima investigazione di Ciwf, realizzata insieme con Animal Welfare Foundation e Tierschutzbund Zurich, "non fa che confermare quello che purtroppo era gia' noto". Nelle immagini questa volta "ci sono vitelli di poche settimane, strappati alle madri prematuramente e diretti con un viaggio di 4mila chilometri verso Israele". Affamati ed esausti, i vitelli  vengono fatti viaggiare attraverso l'Europa "per essere poi caricati su vecchie navi arrugginite". Quelli che muoiono durante il trasporto via mare, "vengono spesso gettati in acqua" mentre altri, indeboliti dal viaggio, "muoiono poco dopo essere arrivati a destinazione". Quelli che sopravvivono al terribile viaggio "vengono fatti ingrassare in squallidi allevamenti, e poi macellati in Israele o a Gaza con pratiche crudeli e spietate" e "modalita' che in Europa sarebbero illegali e dove viene loro tagliata la gola senza nessun tipo di anestesia". Ecco la testimonianza di uno degli operatori: "Quando sono salito su un lato del camion e ho guardato attraverso le sbarre il mio sguardo e' stato attirato da una vitellina accucciata, esausta, in un angolo- riferisce Ciwf-sembrava avere non piu' di qualche settimana e ansimava terribilmente. Senza ombra di dubbio stava soffrendo. Ma valeva cosi' poco che nessuno avrebbe chiamato un veterinario che si prendesse cura di lei. Mi sono sentito profondamente triste e mi sono chiesto se sentisse la mancanza della sua mamma, da cui era stata separata poco dopo la nascita". In Italia sono piu' di 1000 gli animali che ogni anno vengono esportati fuori dall'Unione europea. "La nostra ultima video inchiesta rappresenta l'ennesima prova di una situazione inaccettabile. Ciwf Italia chiede che sia il Governo italiano che gli Europarlamentari italiani si facciano portatori della richiesta di divieto di trasporti di animali vivi fuori dall'Unione Europea- dice Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia- non e'
(DIRE) Roma, 21 ott. - Una vacca e' arrivata al Senato, ma e' un animale sofferente per le conseguenze di lunghi e atroci viaggi che portano gli animali al macello. Per fortuna la 'vacca' e' solo una statua, che si puo' firmare come 'petizione 3D' per chiedere la fine del trasporto di animali vivi extra Ue. Si tratta della tappa italiana di 'Cow on Tour' , l'evento europeo di Ciwf (Compassion in world farming) contro il trasporto di animali vivi extra Ue. Quale la dimensione del fenomeno? Tre milioni di animali ogni anno costretti ad affrontare trasporti "in condizioni agghiaccianti- denuncia l'associazione- senza pausa e riposo durante viaggi lunghi ed estenuanti, in condizioni atmosferiche estreme, privi di acqua e cibo a sufficienza, senza qualsiasi tipo di cura". La scultura di una vacca di dimensioni reali, in posizione sofferente, e' stata esposta di fronte a Palazzo Madama. Parlamentari, vip e sostenitori hanno apposto sull'animale la propria firma, creando cosi' "una petizione tridimensionale che sara' consegnata a Bruxelles, alla Commissione europea- segnala Ciwf- per chiedere la fine del trasporto di animali vivi verso paesi extra Ue". Inoltre Ciwf ha diffuso oggi, anche in Italia, una video inchiesta che documenta ancora una volta "le indicibili sofferenze e crudelta' a cui questi animali sono sottoposti" per raggiungere luoghi in cui dovranno affrontare una morte oggettivamente orrenda. 'Cow on Tour' e' un evento itinerante di Ciwf. La scultura di una vacca di dimensioni reali e' stata esposta a Londra, Parigi, L'Aia, Varsavia, Praga e ha raggiunto oggi anche Roma. La postura della vacca, legata, in posizione sofferente, come spesso succede quando gli animali devono essere trascinati, e' stata ispirata agli attivisti di Ciwf da cio' che hanno potuto vedere coi loro occhi durante un'investigazione. "E questo e' solo uno dei maltrattamenti che gli animali nati in Unione europea possono subire quando varcano i confini dei paesi extra Ue- denuncia l'associazione- dove non ci sono nemmeno le norme minime presenti in Europa". L'ultima investigazione di Ciwf, realizzata insieme con Animal Welfare Foundation e Tierschutzbund Zurich, "non fa che confermare quello che purtroppo era gia' noto". Nelle immagini questa volta "ci sono vitelli di poche settimane, strappati alle madri prematuramente e diretti con un viaggio di 4mila chilometri verso Israele". Affamati ed esausti, i vitelli vengono fatti viaggiare attraverso l'Europa "per essere poi caricati su vecchie navi arrugginite". Quelli che muoiono durante il trasporto via mare, "vengono spesso gettati in acqua" mentre altri, indeboliti dal viaggio, "muoiono poco dopo essere arrivati a destinazione". Quelli che sopravvivono al terribile viaggio "vengono fatti ingrassare in squallidi allevamenti, e poi macellati in Israele o a Gaza con pratiche crudeli e spietate" e "modalita' che in Europa sarebbero illegali e dove viene loro tagliata la gola senza nessun tipo di anestesia". Ecco la testimonianza di uno degli operatori: "Quando sono salito su un lato del camion e ho guardato attraverso le sbarre il mio sguardo e' stato attirato da una vitellina accucciata, esausta, in un angolo- riferisce Ciwf-sembrava avere non piu' di qualche settimana e ansimava terribilmente. Senza ombra di dubbio stava soffrendo. Ma valeva cosi' poco che nessuno avrebbe chiamato un veterinario che si prendesse cura di lei. Mi sono sentito profondamente triste e mi sono chiesto se sentisse la mancanza della sua mamma, da cui era stata separata poco dopo la nascita". In Italia sono piu' di 1000 gli animali che ogni anno vengono esportati fuori dall'Unione europea. "La nostra ultima video inchiesta rappresenta l'ennesima prova di una situazione inaccettabile. Ciwf Italia chiede che sia il Governo italiano che gli Europarlamentari italiani si facciano portatori della richiesta di divieto di trasporti di animali vivi fuori dall'Unione Europea- dice Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia- non e'

Roma, 24 febbraio 2016 - "900.000 pecore, 850,000 bovini e 5.000 capre sono state trasportate dall'Ue in Turchia fra il 2010 e il 2015. Per il 2016 l'Ue prevede che questi numeri cresceranno ulteriormente": Animal welfare foundation (Germania) e Tierschutzbund Zurich (Svizzera), supportati anche da Compassion in world farming (Ciwf), hanno effettuato ispezioni al confine turco a Kapikule scoprendo che "il 70% dei camion con animali vivi controllati violano il regolamento europeo 1/2005" così come "tutti i carichi provenienti dall'Italia ispezionati", intanto sono "quadruplicate le esportazioni dal nostro Paese fra il 2014 e il 2015. I risultati delle ispezioni del trasporto di animali al confine turco a Kapikule sono riassunti in un dossier di mille pagine. Sono stati ispezionati un totale di 352 camion con animali, di cui 247 violavano uno o più punti del regolamento europeo sul trasporto.

"Non si tratta di eventi casuali relativi a singole aziende di trasporto, ma di violazioni sistematiche. Nessuno dei 13 Stati Membri dell'Ue da cui provengono gli animali ha i dati in regola - critica Lesley Moffat, ispettrice di Eyes on Animals - l'Ue è consapevole di questo grave problema ma sta a guardare mentre gli Stati Membri seguono le intenzioni politiche dei loro governi di esportare le proprie eccedenze di animali".

Dopo una crescita delle esportazioni del 39% nel 2015 rispetto al 2014, segnala Compassion in world farming (Ciwf), l'Ue prevede un ulteriore incremento del trasporto degli animali verso la Turchia. "La nostra investigazione, realizzata in 5 anni, prova che non è stata adottata nessuna misura concreta per creare un'infrastruttura per tale commercio", rimarca Lesley Moffat, ispettrice di Eyes on Animals, "quindi, per esempio, non ci sono stalli per scaricare e nutrire gli animali. Dopo aver attraversato il confine, l'Ue non è più competente per il controllo dei carichi di animali e per il sanzionamento di coloro che violano la normativa in caso di infrazioni. L'Ue resta in disparte come se fosse completamente impotente, ma in realtà potrebbe fermare questo commercio".

Le organizzazioni di protezione animale rimproverano all'Ue e agli Stati Membri di tollerare e inviare questi trasporti che rappresentano delle torture nonostante la violazione sistematica delle leggi, solo per interessi economici. "Il commercio è premeditato e le tragiche conseguenze per gli animali possono essere rilevate ogni giorno in questi trasporti a lunga distanza attraverso i confini esterni dell'Ue", denuncia Iris Baumgartner, ispettrice di Tsb|Awf, "violazioni dei tempi di guida, piani di viaggio irrealistici, dichiarazioni false sulle pause per il riposo, temperature estreme, mancanza di riserve d'acqua e cibo, sovraccarico di animali, spazio insufficiente per il capo degli animali, lettiere mancanti e conducenti non formati sono all'origine di questi trasporti della tortura. Feriti, morenti, malati e partorienti questi animali sono lasciati al loro destino. Gli animali morti spesso rimangono a bordo dei camion fino a destinazione".

Nel 2015 la Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il regolamento europeo per il trasporto è valido e deve essere rispettato dai camion con animali vivi dal luogo di partenza fino al luogo di destinazione, anche se quest'ultimo si trova in un paese non europeo. "L'esportazione di animali vivi oltre i confini europei non è soltanto una violazione sistematica del regolamento europeo sul trasporto 1/2005, ma anche dell'Articolo 13 del Trattato di Lisbona, secondo il quale i requisiti del benessere degli animali in quanto esseri senzienti devono essere tenuti pienamente in conto" dice Iris Baumgartner, ispettrice di Tsb|Awf, sintetizzando i risultati dello studio di lungo periodo.

Le ragioni che stanno dietro a questo tipo di trasporti "sono gli interessi dell'Ue di dare sollievo al mercato interno di animali da allevamento cercando di mantenere i prezzi stabili", segnalano le associazioni. Dopo anni di negoziati, nel 2010 l'Ue "ha infine convinto" la Turchia a comprare animali europei. "Chiediamo la fine dei trasporti di animali vivi dall'UE verso la Turchia. Nessuno fra la Commissione Europea, gli Stati Membri, le autorità turche o gli esportatori e importatori ha intenzione di assicurare che questi trasporti siano condotti in conformità con la legge", spiegano le associazioni, "è un commercio che viene condotto illegalmente, e per questo deve essere fermato".

Dall'Italia nel 2015, secondo dati Eurostat, sono partiti oltre 4mila animali, nel 2014 erano meno di 1000. "Dei 6 carichi ispezionati durante l'indagine 6 infrangevano il regolamento per diversi motivi - denunciano le associazioni - la situazione è già stata comunicata alle autorita' competenti". Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia Onlus conclude: "I risultati delle inchieste condotte dai colleghi di Eyes on Animals e Tsb|Awf mostrano tutta la crudeltà delle esportazioni di animali vivi in Turchia. Come Ciwf Italia chiediamo al Governo del nostro paese che si schieri in sede europea per la fine di questo barbaro commercio. Gli animali italiani esportati in Turchia sono ancora 'pochi', ma sempre troppi. I cittadini possono unirsi alla nostra richiesta firmando una petizione sul nostro sito" (www.ciwf.it). 
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