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14 feb 2015

"L'Enea alleva macachi al Cr Casaccia? La legge lo vieta"

Interrogazione urgente di Michela Vittoria Brambilla ai ministri della Salute e della Ricerca scientifica. La parlamentare ricorda come sia doveroso il rigoroso rispetto delle leggi

14 feb 2015
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Roma, 14 febbraio 2015  - "Quanti macachi sono detenuti nella struttura del CR Casaccia di S.Maria in Galeria (Roma) e a che scopo, dato che nella struttura del CNR - secondo la responsabile dello stabulario dell'ENEA, interpellata durante un servizio di "Striscia la notizia" - "da tempo non si stanno portando avanti esperimenti" sulle scimmie". Lo chiede, in un'interrogazione ai ministri della Salute e della Ricerca scientifica, Michela Vittoria Brambilla (Fi), presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente. "La presenza degli animali - aggiunge Brambilla - fa notare la parlamentare, sembra contravvenire "al divieto di allevare primati destinati alla sperimentazione sancito dall'art. 10 comma 5 del D. legisl. 4 marzo 2014 n. 26", proprio la norma nota cme "emendamento Brambilla" perché proposta e sostenuta fino all'approvazione finale dall'ex ministro".

"La medesima considerazione sarebbe valida, prosegue la deputata, per la colonia di macachi dell'Università di Modena e Reggio Emilia, peraltro "discendenti" da una coppia ceduta dall'Enea. Infine l'on. Brambilla fa riferimento ad alcune immagini trasmesse il 24 gennaio da "Striscia la notizia" e in particolare ad un video diffuso da una associazione favorevole alla sperimentazione animale, per dimostrare che le scimmie - utilizzate dall'e'quipe del professor Roberto Caminiti, dell'Università "La Sapienza" di Roma - sono "trattate bene" dai ricercatori. Nelle riprese, in realtà, si vedono gli addetti nutrire due macachi incatenati, con il collo e il bacino bloccati, un braccio in contenzione e impianti metallici nel cranio. L'interrogante chiede quindi "se gli esperimenti condotti sotto la direzione del prof. Caminiti siano regolarmente autorizzati e ancora in corso, quale ne sia lo scopo, quanti animali siano stati impiegati e quanti abbiano perso la vita durante i test o siano stati soppressi al termine delle procedure".

"Il puntuale rispetto delle leggi - commenta Brambilla - è indispensabile. Ma non può comunque cancellare, nella coscienza dei singoli e nella percezione della pubblica opinione, le forti preoccupazioni di ordine etico sollevate dall'impiego degli animali a scopi scientifici. Finché certe crudeli pratiche non saranno definitivamente superate, occorre la massima vigilanza da parte degli organismi preposti". 
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