Roma, 16 luglio 2015 - E' arrivato un altro sì alla cancellazione del Corpo Forestale dello Stato. E, secondo i sindacati, il nuovo passo in avanti compiuto verso lo spacchettamento è stato addirittura peggiore di quello già fatto dal Senato. Ieri è toccato alla Camera mettere il proprio segno lungo questo percorso che molte forze politiche e sindacati non riescono a condividere. Senza considerare le organizzazioni ambientaliste e animaliste che vedono nella Forestale l'unico baluardo di lotta ai traffici dell'ecomafia.

A Montecitorio è stato approvato uno dei punti più caldi del ddl Madia sulla pubblica amministrazione. A protestare, in aula, le opposizioni e il Movimento 5 stelle che ha parlato di «militarizzazione» della Forestale, vista l'ipotesi di assorbimento nei Carabinieri. Il Pd ha  assicurato che «non siamo davanti a uno spezzettamento», mentre il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha insistito sul fatto che la razionalizzazione libererà «più risorse per i controlli». In piena sintonia con Madia anche il titolare delle Politiche agricole, Maurizio Martina, secondo cui la riforma è un'occasione per il «rafforzamento» della tutela ambientale. In quale modo, sottolineano le associazioni ambientaliste, non è ancora chiaro.

Il Senato, peraltro, era andato in un'altra direzione parlando di accorpamento con la Polizia. Ora, invece, l'ipotesi prevalente è quella di far transitare il Corpo nei carabinieri. L'obiettivo del governo, accusano, è meramente economico per portare da 5 a 4 le principali forze di polizia. Secondo quanto delineato da Montecitorio si dovrebbe trattare di un passaggio in blocco con qualche eccezione: un numero limitato di unità potrà decidere di andare altrove. Un'altra deroga riguarda il personale specializzato nella lotta agli incendi: gli agenti potranno transitare nei Vigili del Fuoco. Alle opposizioni che parlano di dispersione e, secondo il M5S e, di «consegna di tutto il Paese in mano alle ecomafie», il responsabile sicurezza del Pd, Emanuele Fiano, ha replicato: «Non dobbiamo avere paura delle semplificazioni».

Fiano ha confermato anche le due strade, la Forestale confluirà  nella Polizia, o più probabilmente, nei Carabinieri, poiché il Corpo presenta  «una distribuzione territoriale più simile». La pensa allo stesso modo, e non si poteva prevedere diversamente, il ministro Martina: «L'integrazione potenzialmente più significativa si può avere con l'Arma dei Carabinieri». Madia, che ha dato il suo nome al ddl, ha ribadito come lo scopo sia «evitare duplicazioni, non avere tante forze che si occupano di ambiente o di mare» (il ddl prevede anche un maggiore coordinamento tra capitanerie di porto e Marina)

Argomenti che certo non possono bastare ai sindacati e alle forze civili preoccupate per la tutela della natura, dell'ambiente e degli animali. «Si tratta di un duro colpo», ma «noi non molliamo», avverte il Sapaf. Anche a Cgil è schierata sul fronte del "no".

Montecitorio ha approvato l'intero articolo 7, il cuore di tutta la riforma, oltre all'accorpamento della Forestale, è previsto il ridorino delle forze di polizia, il Pra che va al ministero dei Trasporti, il taglio delle prefetture, la precisazione dei poteri del premier. Quanto alla polizia provinciale, il suo destino sarà affodato al dl enti locali e mobilità. L'ipotesi prevalente è quella del mantenimento di una parte della polizia provinciale presso gli enti di area vasta. Un'altra parte andrà alle Regioni, quel che resta ai Comuni. 

La riforma, così come articolata, non piace alle opposizioni e a molte organizzazioni, come dicevamo. Ma anche all'interno della maggioranza non mancano i dissensi. Il sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi, ha definito il provvedimento «inaccettabile». Oggi riprendono le votazioni e il governo punta a chiudere in settimana. Poi il ddl tornerà al Senato per quello che il ministro Madia vuole sia il sì definitivo.

"La Camera ha bocciato definitivamente gli emendamenti all'articolo 7 del ddl Madia che avrebbero evitato lo spezzettamento e la militarizzazione del Corpo forestale dello Stato. Si tratta di un duro colpo alla nascita di una moderna Polizia ambientale e agroalimentare, ma noi non molliamo. La nostra protesta proseguirà davanti alla Camera fino all'approvazione del testo e poi si sposterà  al Senato. Nei prossimi giorni annunceremo altre iniziative di mobilitazione". E' quanto annunciato da Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, sindacato del Corpo forestale. Tre giorni di presidio del sindacato ma anche di cittadini comuni non sono serviti a far cambiare rotta al governo.

Per Sapaf, ma anche per Ugl e Cgil, quanto sta avvenendo non è in alcun modo giustificabile anche in considerazione dell'immenso patrimonio naturale e di specie viventi del nostro Paese. Si tratta di un "errore madornale" per il M5s.  In una nota Pompeo Mannone, segretario generale della Fns Cisl, la Federazione Nazionale della Sicurezza della Cisl, esprime profonda amarezza per la determinazione dell'esecutivo su Cfs. Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina "spieghi cosa ha in mente il governo sulla sorte del Corpo Forestale dello Stato e sulla polizia ambientale in generale, perché francamente, nel corso dei pochi incontri che ha concesso alle organizzazioni sindacali, nessuno lo ha capito", chiede  Danilo Scipio, segretario generale dell'Unione Generale Lavoratori del Corpo Forestale dello Stato.

"Ogni ministro delle Politiche agricole ha saputo cogliere perfettamente lo sforzo compiuto quotidianamente da ogni Forestale per svolgere al meglio il ruolo di sentinella della natura come ha capito benissimo che la tutela dell'ambiente e dell'agroalimentare può essere fatta al meglio solo se non si è chiamati a svolgere anche altre funzioni di polizia, che diventeranno invece inevitabili con l'assorbimento in una forza a competenza generale", ha aggiunto il sindacalista. 

"E' un atteggiamento autolesionistico da parte del Partito democratico. Pensare a un Corpo forestale sciolto nell'Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato o magari negli uffici di un qualunque ente pubblico, come ha deciso il Pd, significa togliere competenze e spolpare quella che è una risorsa per tutto il Paese" hanno messo nero su bianco i deputati M5S delle commissioni Agricoltura e Ambiente. "Renzi e la sua banda - sottolinea Patrizia Terzoni - si affrettano a smantellare l'unica forza che da sempre si occupa di ambiente e di lotta agli ecoreati, il tutto per risparmiare pochi euro. E' inaccettabile una delega in bianco. Pretendiamo di sapere chi si occuperà di presidi ambientali, taglio dei boschi, tutela della fauna e delle aree protette, controllo ittico e venatorio". Un gigantesco punto interrogativo non soltanto sul futuro degli agenti del Corpo Forestale ma del patrimonio naturale italiano.
Lorenzo Gallitto
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