A falcon stands on its prey during a falcon contest in the desert near Tabuk city January 17, 2014.  The participants at the contest compete for the fastest falcon at attacking its prey and the owner of the winning bird is rewarded 200,000 Saudi Riyal ($53,000). Falconry is part of Bedouin life in Saudi Arabia where these birds are used for hunting rabbits and other desert animals. REUTERS/Mohamed Al Hwaity (SAUDI ARABIA - Tags: ANIMALS SOCIETY)
A falcon stands on its prey during a falcon contest in the desert near Tabuk city January 17, 2014. The participants at the contest compete for the fastest falcon at attacking its prey and the owner of the winning bird is rewarded 200,000 Saudi Riyal ($53,000). Falconry is part of Bedouin life in Saudi Arabia where these birds are used for hunting rabbits and other desert animals. REUTERS/Mohamed Al Hwaity (SAUDI ARABIA - Tags: ANIMALS SOCIETY)

Roma, 27 marzo 2015 – L'Ente Nazionale Protezione Animali si dichiara fermamente contrario alla proposta di riconoscere la falconeria quale bene Unesco e si appella ai ministri - primo fra tutti Dario Franceschini, ministro per i beni culturali - per chiedere di non sostenere questa pratica che nulla ha a che fare con la tutela degli animali e l'educazione scientifica, ma solo con lo sfruttamento di animali a fini di lucro e, a volte, con il bracconaggio.

«Costringere piccoli rapaci ancora implumi ad "imprintarsi", vale a dire ad identificarsi con l'uomo non appena avviene la schiusa, per poi essere utilizzati per la caccia o, peggio ancora, per essere sfruttati a fini di lucro come tristi protagonisti di spettacoli itineranti, non ha nulla a che vedere con la cultura di uno stato moderno né tanto meno con la sensibilità dei cittadini italiani», dichiara l'Enpa, che prosegue: «Tra l'altro, è ormai accertata l'esistenza di un traffico illecito di uova e di piccoli rapaci, molto rari oltreché rigorosamente protetti, che vengono prelevati dal nido e privati della libertà. Si tratta di un vero e proprio fenomeno di bracconaggio internazionale che, sull'onda del riconoscimento Unesco della falconeria, potrebbe finire per essere incentivato, sia pure indirettamente».

L'Enpa, da sempre contrario a spettacoli o attività lucrative che prevedano l'utilizzo di animali, sottolinea inoltre come la falconeria non c'entri nulla con l'educazione. «Chi fosse realmente interessato a conoscere la vera natura dei rapaci e a vederli da vicino, può recarsi in uno dei centri di recupero fauna selvatica che ogni anno ricoverano numerosissimi esemplari colpiti dalle fucilate, e quindi vittime della crudeltà umana, o rimasti coinvolti in incidenti. Ma può anche munirsi di binocolo e osservarli liberi in natura: così si possono imparare molte più cose che non assistendo a meschine esibizioni destinate ad un pubblico pagante dove questi splendidi animali vengono indotti a comportarsi da automi e non come esseri senzienti».

L'Enpa si unisce all'appello ai Ministri lanciato dalla Lipu per non proporre la falconeria come bene Unesco. «Spettacoli e attività che anche per fini lucrativi sfruttano animali, prescindere dalla loro razza, e che spesso sono in palese violazione della legge 189/2004 contro il maltrattamento, dovrebbero essere cancellati in tutta Italia – conclude l'associazione - perché sono anacronistici, crudeli, fonte di illegalità e non hanno alcun valore educativo né scientifico. Altro che bene dell'umanità».
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