A fox stands in the snow at the hill Brocken, near Schierke, eastern Germany, on October 22, 2014 after snow fell in the region during the night. AFP PHOTO / DPA/ MATTHIAS BEIN   GERMANY OUT
A fox stands in the snow at the hill Brocken, near Schierke, eastern Germany, on October 22, 2014 after snow fell in the region during the night. AFP PHOTO / DPA/ MATTHIAS BEIN GERMANY OUT

Roma, 29 gennaio 2016 - Il sindaco del Comune di Copparo (Ferrara)  nel 2014 emana l’ordinanza n. 24 con oggetto: “Disposizioni per il controllo e la limitazione delle volpi e dei piccioni domestici" in sostanza finalizzata all’abbattimento di questi animali. Le associazioni Animal Liberation e Vittime della Caccia presentano ricorso al TAR contro l’ordinanza del sindaco di Copparo e contro Arcicaccia-Comitato Regionale Emilia Romagna e ne chiedono la sospensiva. A febbraio 2015 il TAR respinge il ricorso e addirittura condanna le associazioni a pagare le spese.

“Ma non ci siamo rassegnati”, dichiara Lilia Casali, presidente di Animal Liberation “anche il nostro avvocato, Massimo Rizzato, era convinto che si trattasse di una decisione sbagliata e ci ha esortati a ricorrere al Consiglio di Stato. Ha presentato il ricorso e il Consiglio di Stato gli ha dato pienamente ragione, accogliendo le argomentazioni esposte. La sezione V, con ordinanza collegiale n. 1639 del 16/4/2015,  ha accolto la nostra istanza “bocciando” la decisione del TAR”. Le associazioni ricorrenti hanno sostenuto l’incompetenza del Comune di Copparo ad autorizzare il piano di controllo della specie “piccione domestico” in ambito rurale, eccesso di potere, sotto i profili dell’illogicità e del difetto di motivazione. Il Consiglio di Stato ha accolto queste motivazioni ed ha dichiarato la mancanza dei presupposti affinché il Sindaco del comune di Copparo potesse adottare ordinanza ex art. 54 D. Lgs. n. 267 del 2000 riguardo all’autorizzazione all’abbattimento delle specie animali “volpe” e “piccione domestico”. E' quanto riferisce una nota delle associazioni. In particolare, e più precisamente, viene rilevata la carenza di motivazione della gravata ordinanza sindacale riguardo alla sussistenza di tali presupposti. Inoltre l’ordinanza non indica, come invece avrebbe dovuto indicare, quali siano gli effettivi pericoli per la salute pubblica attualmente e direttamente derivanti dalla presenza di tali specie di animali, nonché le ragioni per le quali a tali pericoli non possa essere fatto fronte mediante ricorso agli ordinari strumenti previsti dalla vigente normativa statale e regionale e dai correlati atti pianificatori assunti a livello regionale e provinciale. Parimenti l’ordinanza non indica altri elementi essenziali - sostengono le associazioni - quali il numero di volpi e piccioni presenti nel territorio comunale (mediante le relative operazioni di censimento), nonché il numero di questi animali che si ritiene eccessivo (con relativa documentazione probatoria) e che sarebbe, quindi, soggetto ad abbattimento. A questo punto il TAR è obbligato a prendere atto del verdetto del Consiglio di Stato: l’ordinanza del sindaco di Copparo sindacale viene dichiarata illegittima e annullata. Conclude Lilia Casali: “Chi ha vinto veramente sono le Volpi e i Colombi”.
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