9 feb 2016

La medicina fallisce senza i test sugli animali? "Parliamone da scienziati. Con i fatti"

Il professor Bruno Fedi, componente del Tavolo ministeriale sui metodi alternativi fortemente voluto dal Partito animalista europeo, risponde alla senatrice Cattaneo che, sulla stampa, ha difeso gli esperimenti sulle creature senzienti e ha negato esista la vivisezione

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A white-headed capuchin monkey is seen in a cage during a news conference in San Salvador October 29, 2014. Authorities of the Ministry of Enviroment of El Salvador rescued about 100 endangered animals abandoned in a dumpster near the border with Honduras on Wednesday morning, local media reported. More than 90 turtles, monkeys and parrots were found in plastic bags ready to be smuggled into Salvadorean territory. REUTERS/Jose Cabezas (EL SALVADOR - Tags: SOCIETY ANIMALS)

Roma, 9 febbraio 2016 - Il professor Bruno Fedi, già primario ospedaliero e professore di urologia, membro del Tavolo ministeriale ricerche scientifiche alternative, risponde all'intervento, comparso su Repubblica, della senatrice Cattaneo a proposito di vivisezione. Il titolo del pezzo uscito su Repubblica è: "Senza i test sugli animali la medicina fallisce". 

"II rapporto tra ricercatori e animali di laboratorio è cambiato profondamente grazie ai progressi della ricerca biomedica" si legge ancora nell'intervento della senatrice. "La sperimentazione animale resta necessaria per decine di migliaia di ricerche. Lo è, per fare qualche esempio, all'Ospedale Maggiore e alla Statale di Milano, dove si lavora per creare i presupposti per una terapia genica; alla SISSA di Trieste e all' EBRI di Roma dove si studia l'autismo in un topolino con mutazione R451C in un gene associato alla patologia nell'uomo; all'Università di Cagliari, dove si studiano, nel topo, le condizioni che favoriscono la degenerazione neuronale; al Tigem di Napoli dove si studia su topi transgenici il gene rodopsina responsabile della retinite pigmentosa, che porta a cecità; all'Università di Padova dove si studia per una terapia cellulare per la malattia di Parkinson……" "I pochi metodi "alternativi", più correttamente "complementari", sono usati se razionalmente utili e scientificamente validi, e non c'è bisogno di raccomandarne l'uso." "Se oggi curiamo malattie infettive mortali, attenuiamo dolori lancinanti, stabilizziamo l'umore, salviamo i nostri figli e portiamo a remissione alcune forme di cancro, lo dobbiamo al lavoro svolto anche sugli animali " "evitando di manipolare la realtà inventandosi la pratica (inesistente ) della vivisezione". 

Di seguito la replica del professor Fedi. "Queste le parole in difesa della sperimentazione animale che la senatrice nega essere vivisezione. Che dire? La senatrice fa delle affermazioni categoriche, ma non cita fatti; si limita a dire la sua opinione. Il fatto reale è che quasi un milione di animali muoiono ogni anno, solo in Italia, dopo la sperimentazione. Come si chiama questo? Comunque lo chiami la Cattaneo è vivisezione. La senatrice dice che non esiste. Ai lettori il giudizio. La senatrice dice tante altre cose, che abbiamo elencato; nessuna di esse è una prova. Sono semplici dichiarazioni".  "Gli animalisti - prosegue il professor Fedi - non stanno facendo il processo al passato. Contestano che si debba procedere per il futuro con i metodi del passato. Così fanno coloro che sperimentano su animali, i quali identificano il metodo addirittura con la scienza. Ma gli USA, la GB, la Germania investono somme enormi in metodi alternativi, perché sanno che da quelli verrà il progresso. Ma la senatrice  afferma che sono complementari e sono pochi. A nostro avviso l'industria vuole semplicemente mettere le mani sulle enormi somme stanziate dalla comunità europea per la ricerca biologica: sperimentazione su animali e metodi alternativi. Se questi metodi fossero trascurabili il rappresentante del Mario Negri non avrebbe dichiarato al tavolo ministeriale che il suo istituto ha il più grande laboratorio italiano per questo settore e che investe l'85% delle risorse finanziarie". 

"Particolarmente antiscientifiche le dichiarazioni degli studi sull'autismo e sul Parkinson. Gli  animali non si ammalano di queste malattie. Dunque si studiano malattie inesistenti. Ma la cosa più tragica è che per queste patologie, come per qualunque altra osservata su animali, non c'è corrispondenza con quanto avviene sull'uomo. Dunque non c'è trasferibilità. Dunque l'uomo diventa la cavia che conferma o smentisce quanto si è visto sugli animali". "La senatrice rivendica le conoscenze acquisite anche grazie agli animali. Vero: sappiamo l'anatomia del topo e la fisiologia del gatto grazie a topi e gatti. Abbiamo le stesse conoscenze sull'uomo, grazie all'uomo e non al cane o al topo. La svolta nella medicina moderna non l'hanno determinata gli animali, ma i cadaveri umani. E' stato lo studio sui cadaveri e la clinica che hanno messo in evidenza il rapporto esistente fra i sintomi nel malato e le alterazioni trovate nei cadaveri". "Un'ultima considerazione: tutte queste opinioni sui farmaci e sui malati dovrebbero venire da chi ha visto  o curato i malati, da chi ha somministrato i farmaci, non da chi non ha alcuna esperienza nelle varie branche della medicina. Gli animalisti, invece, non dicono opinioni, riportano fatti: 1) gli studi sui cadaveri; 2) la non trasferibilità dei risultati; 3) le reazioni avverse ai farmaci; 4) il fatto che il 92% dei farmaci sperimentati su animali non supera la prova sull'uomo ( 92% di fallimenti?); 5) le differenze genetiche che spiegano questi fallimenti; 6) le evidenti ragioni economiche alla base della sperimentazione animale; 7) il fatto che la sperimentazione animale non è mia stata validata".
"Tutti questi sono fatti, ma, naturalmente, la senatrice Cattaneo è libera di continuare a dire la sua opinione. Meglio sarebbe se i giornali pubblicassero anche i fatti", conclude il professor Bruno Fedi.

 

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