Alcuni dei cani rinchiusi in provincia di Cosenza
Alcuni dei cani rinchiusi in provincia di Cosenza

Roma, 24 novembre 2016 - “Ci siamo recati a Mendicino in provincia di Cosenza e durante un sopralluogo effettuato in collaborazione con Croce del Sud, Animal Amnesty, ENPA, IALP e Lega Nazionale Difesa del Cane e il suo responsabile della sede di Battipaglia Alfredo Riccio, sono state rilevate le condizioni di gestione di un canile carcere che detiene quasi 1000 cani.”

 E' quanto dichiara il portavoce parlamentare del Movimento Cinque Stelle Paolo Bernini che prosegue: ”Abbiamo assistito, per l’ennesima volta, a mio avviso, ad una gestione inaccettabile della struttura che non rispetta le esigenze socio-etologiche degli animali determinando quindi condizioni incompatibili con la natura stessa dei cani. Abbiamo rinvenuto soggetti affetti da rogna e presumibilmente anche da leishmania, quindi immagino che presumibilmente è assente del tutto o inefficiente l’intervento veterinario, sono del tutto assenti gli obbligatori documenti di carico e scarico dei cani (per stessa ammissione del gestore), molti dei quali entrati nella struttura a pochi mesi e mai più usciti dopo quasi 10 anni e che sono ancora costretti a vivere la condizione di detenzione perché nessuna associazione, come invece è previsto dalla norma, ha accesso nella struttura".

"Inoltre - prosegue Bernini - non essendoci nessuna aerea di sgambamento, molti cani sono in sovrappeso e sembrerebbero mostrare segni di atrofia. Abbiamo appurato che il sistema fognario non era funzionante e i liquami sparsi per la collina.  E’ inutile che in Parlamento si continui a parlare di un fenomeno che i miei colleghi non conoscono, sui cui si interviene in modo scellerato, come ha fatto il deputato Pd Michele Anzaldi per richiedere l’applicazione di ulteriori tasse".

"Se lo Stato è assente - attacca Bernini - e le istituzioni competenti non agiscono per il rispetto delle normative vigenti non servono altre tasse, ma la certezza della applicazione dei precetti normativi a tutela degli animali, dei Comuni e dei contribuenti, e soprattutto abbiamo il dovere di rispettare gli animali e non consentire più che privati o associazioni lucrino sulla loro pelle. In un Paese civile non c’è più spazio per chi maltratta gli animali. Ed è per questo che richiediamo l'immediato sequestro della struttura e che i Comuni convenzionati utilizzino fondi pubblici con criterio (dato che sembra che il canile riceva più di 1 milione di € all'anno) optando per una collocazione dei cani in strutture adeguate e a norma" conclude l'esponente dei Cinque stelle.  
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