La meraviglia dell'incontro con la balena (Olycom)
La meraviglia dell'incontro con la balena (Olycom)

di Lorenzo Gallitto
Roma, 5 luglio 2015 - Come se nulla fosse. Come se gli appelli dagli scienziati di tutto il mondo non esistessero e gli studi sulle specie in via di estinzione fossero carta straccia. Anche quest'anno si è riaperta la caccia alle 
balene nei mari islandesi. Si sapeva da tempo ma a dare ulteriore conferma è arrivata la diffusione di un video da parte di Greenpeace. Il filmato riprende l'arrivo della nave baleniera Hvalur 9 nel porto islandese di Hvalfjörðu, dove è stata sbarcata la prima balenottera comune uccisa in questa stagione. Il corpo dell'animale viene lavorato a terra al fine di poterne ricavare carne e grasso.

Tutto questo avviene nonostante il fatto che il commercio di carne di balena sia ormai al collasso sia per la crescente opposizione alla caccia da parte dei cittadini, sia perché persino in Giappone, il principale mercato di riferimento, questo consumo è in crisi. Eppure c'è chi ancora spera di poter rimettere in piedi il giro d'affari e di morte sempre più inviso all'opinione pubblica mondiale. L'Islanda, per quanto riguarda il 2015, ha pianificato di cacciare fino a 154 balenottere comuni. E anche se le balenottere comuni sono inserite nell'Appendice I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites) e considerate "in pericolo", si va avanti incuranti di tutto.

"Solo 3 dei 181 Stati membri del Cites hanno presentato riserve che permettono loro di ignorare questa decisione: Islanda, Giappone e Norvegia" riferisce Greenpeace in una nota. In Islanda si caccia e in Giappone ci si prepara a ricominciare.

Tokyo, nei giorni scorsi, ha annunciato che intende andare avanti con la caccia annuale alla balena, nonostante la Commissione baleniera internazionale (Iwc) abbia chiesto ulteriori informazioni sul programma di ricerca sui cetacei con il quale il Giappone cerca di giustificare questa attività. L'Iwc ha attaccato duramente spiegando che Tokyo non ha fornito sufficienti dettagli per illustrare le basi scientifiche della proposta "NEWREP-A", sulla base della quale intende uccidere 3.996 balenottere antartiche in 12 anni.  

Joji Morishita, il commissario giapponese presso la commissione, ha detto semplicemente che il paese risponderà alle domande, ma che le intenzioni di procedere con la caccia non sono cambiate. "Non c'è stato alcun cambio di piano", ha precisato Morishita. "Dal momento che sono state avanzate perplessità scientifiche, tocca a noi rispondere con la massima sincerità possibile", ha aggiunto.  Il Giappone ritiene che la popolazione di balenottere sia sufficiente per condurre una caccia sostenibile. In alcune aree del paese, la carne di balena è consumata ed è considerata un alimento prelibato.

 La Corte internazionale di giustizia, massima istanza giudiziaria delle Nazioni unite che tuttavia non emette sanzioni vincolanti, ha stabilito che il programma giapponese di caccia "non ha scopi scientifici" e che quindi Tokyo abusa dell'esenzione per la ricerca scientifica. Ma anche questa presa di posizione sembra non servire a fermare le grandi navi giapponesi pronte a riprendere il largo per la loro strage. Anche se questi meravigliosi animali sono minacciati di estinzione e sono patrimonio di tutti i cittadini del mondo, ci sono popoli che li ritengono beni privati di cui disporre a proprio piacimento. Come per il consumo della carne di cane in Cina, anche per le balene non ci potrà essere futuro se non cambierà la mentalità della gente. Per questo motivo diverse organizzazioni internazionali di tutela dei cetacei svolgono programmi in Giappone finalizzati ad allargare la presa di coscienza delle persone sul destino, minacciato, di questi giganti del mare.
Lorenzo Gallitto
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