{{IMG_SX}}Roma, 23 maggio 2009 - Donne-Salomè a spasso per la Penisola, troppo libere, disinvolte, scollate e ambigue.
Ma soprattutto protagoniste in camera da letto. Un atteggiamento stile ‘Sex and the City’ che le trasforma in calamite sessuali, «capaci di far perdere la testa a un uomo, fino a spingerlo alla violenza».
Insomma, alle volte le vittime «possono dare la colpa a loro stesse per l’aggressione subita».

Tanto che, «se fossero meno provocanti, le violenze sessuali si ridurrebbero in modo drastico». Questo più o meno è il pensiero del 56% degli uomini italiani. Ma anche, a sorpresa, del 33% delle donne e addirittura del 74% dei giovani, svelato da un’indagine realizzata dall’Airs (Associazione italiana per la ricerca in sessuologia) per ricostruire le dinamiche in gioco «Dalle molestie sessuali allo stupro».
 

«Un lavoro - spiega all’Adnkronos il presidente dell’Airs, Franco Avenia (www.francoavenia.com), anticipando i risultati preliminari della ricerca - che portiamo avanti da due anni e che sta arrivando a conclusione. Abbiamo sottoposto un questionario ad hoc a 3mila persone, per individuare le principali variabili all’origine della violenza sessuale nei confronti delle donne, sondando ambiti inesplorati finora in Italia. Un lavoro che ha avuto, tra gli altri, il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comune di Roma e dell’Università di Milano, facoltà di Criminologia». E che ha scoperchiato un mondo di preconcetti, miopia e ignoranza.
 

I ricercatori hanno elaborato due questionari originali (uno per gli uomini e uno per le donne), e per ora hanno analizzato i dati preliminari, relativi a 1.647 risposte. «Si tratta di una sorta di exit-poll, con i risultati parziali, relativi solo ad alcuni argomenti. Numeri che però già mostrano evidenze significative». Questi dati saranno illustrati il prossimo 28 maggio, a Taormina, al Congresso nazionale della Federazione italiana di sessuologia scientifica, mentre per l’analisi definitiva bisognerà attendere l’autunno.

L’analisi dei dati raccolti, sotto la supervisione dell’Airs, viene effettuata da sociologi, sessuologi, psicologi, psichiatri, criminologi, mass-mediologi. «Fra le risposte che ci hanno sorpreso e sconcertato maggiormente - prosegue Avenia - c’è questa sorta di colpevolizzazione della vittima».

 Alla domanda 24 («Secondo lei, le donne sono spesso libere e ambigue sessualmente e ciò le rende alle volte responsabili della violenza sessuale che possono subire?) il 55,8% degli uomini ha risposto affermativamente, come pure il 43% delle donne e il 75% dei giovani.
 

<Dunque non stupisce troppo che poi - prosegue il sessuologo - il 56% dei maschi pensi che, se le donne fossero meno provocanti, la violenza sessuale nei loro confronti diminuirebbe. Ma certo lascia perplessi il fatto che la pensi così il 33% delle donne e il 74% dei giovani«. In barba al successo delle eroine newyorkesi di celluloide, protagoniste anche di un recente film. »Ci aspettavamo una piccola percentuale di giudizi di questo tipo, ma non certo dati simili. Che - sottolinea Avenia - dovrebbero avviare una seria riflessione«.
 

Dal sondaggio emerge, inoltre, che in fatto di consenso al rapporto sessuale gli italiani non hanno poi le idee così chiare. »Il 12% degli uomini e l’11% delle donne ci ha confessato di non sapere che il sì all’intimità deve essere libero, esplicito ed espresso senza costrizioni«, spiega il sessuologo. Inoltre spesso le mura domestiche sono teatro di violenza, anche per ignoranza. Sembra, infatti, che per il 15,7% degli uomini e il 10% delle donne il sesso fatto con moglie o fidanzata contro la sua volontà non è considerato una violenza. "Dunque può accadere che lui addirittura non abbia idea di fare qualcosa di sbagliato, o che la compagna non si ribelli perchè non crede che il partner sia nel giusto«.