{{IMG_SX}}Udine, 11 febbraio 2009 -  Eluana Englaro è morta per arresto cardiorespiratorio indotto da disidratazione. L’esito dell’autopsia sul corpo della donna sembra fugare i dubbi su un eventuale «accelerazione» dell’iter, come conferma il procuratore generale presso la Corte d’appello di Trieste, Beniamino Deidda: «Le cause della morte sono compatibili con il protocollo».

 

Per gli esami tossicologici si dovranno invece attendere 15 giorni. Nel frattempo è giunto anche l’esito delle verifiche suppletive svolte dalla regione e dai Carabinieri dei Nas sull’idoneità della casa di riposo ‘La Quietè ad ospitare Eluana nei suoi ultimi giorni. E anche in questo caso è stato confermato quello che sia la struttura sia i legali della famiglia Englaro avevano sempre sostenuto: l’idoneità c’era anche dal punto di vista burocratico e non solamente da quello funzionale.

 

Un documento che è giunto quando ormai il decesso di Eluana era avvenuto e che non ha quindi fatto altro che confermare la regolarità del protocollo applicato in seguito alla sentenza dei magistrati milanesi confermato dalla Corte di Cassazione.

 

La Procura di Udine ha deciso di rilasciare il nullaosta con sui si autorizzano i funerali e la sepoltura di Eluana Englaro. L’autorizzazione sarà rilasciata alle ore 19.

 

Ma le polemiche non cessano: oggi si è appreso che il neurologo dell’Università di Udine Gianluigi Gigli, appartenente al Coordinamento ‘Per Eluana e per tutti noi' che si ritiene parte lesa aveva presentato un ultimo esposto alla magistratura per ottenere che un proprio consulente presenziasse all’autopsia, senza ottenere risposta.

 

Amara la considerazione del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che si è spesa in prima persona per evitare la morte di Eluana: «Più lavoro al ministero e più mi rendo conto che ha scarsissimi poteri. Abbiamo fatto un atto di indirizzo alle regioni e ha mandato l’ispezione. Altro non era possibile». E il Sir, il servizio di informazione religiosa della Cei, sottolinea che «mentre tutti i riflettori del mondo sono puntati su quella stanza, Eluana muore sola».

 

I funerali di Eluana dovrebbero svolgersi domani a Paluzza, piccolo paese della Carnia dove la famiglia Englaro ha le sue origini e dove Beppino con la moglie Saturna ha trascorso la notte ospite dal fratello del papà di Eluana, Armando. Le esequie saranno in forma strettamente privata, e la salma non sarà cremata. 

 

ALFANO ALL'ATTACCO

 

 

Eluana "è morta di sentenza". Ad affermarlo, ai microfoni di «Ballarò», è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. «Se oggi - dice Alfano - tra il rammarico e la tristezza che ci avvolge ci chiediamo, e personalmente è una domanda che non mi abbandona da 25 ore, di che cosa è morta Eluana, non possiamo dire che sia morta nell’incidente stradale di cui è stata vittima nel ‘92 perchè a quell’incidente ha sopravvissuto per 17 anni; e non possiamo dire che sia morta di protocollo perchè di protocolli non si muore, nè alcun medico avrebbe potuto applicare a lei quel protocollo se non vi fosse stata specifica possibilità giuridica». Eluana, dunque, «è morta di sentenza».

 

CASELLI: SLOGAN SENZA FONDAMENTO

 

"È dal 94 a oggi che la magistratura italiana si occupa di questo problema: dire che le cose sono scoppiate di colpo e che è colpa di una sentenza quello che poi è successo da ultimo mi sembra quantomeno estremamente riduttivo". Il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, nel corso della trasmissione «Ballarò» ha difeso i magistrati che negli anni sono stati chiamati ad occuparsi del caso Englaro.


Nessuna "invasione di campo", ha premesso Caselli, i giudici "hanno fatto il loro dovere in condizioni particolarmente difficili e delicate», e va riconosciuto il loro «sforzo di onestà intellettuale". Ecco perchè affermare che «Eluana è morta di sentenza», come ha fatto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in apertura di puntata, «mi sembra - ha concluso il procuratore - uno slogan destituito di fondamento tecnico-giuridico".

 

500 DENUNCE

Sarebbero circa 500 le denunce presentate contro Amato De Monte, il primario anestesista che ha gestito l’attuazione del protocollo per Eluana. L’avvocato Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro, ha annunciato che saranno denunciati tutti coloro che hanno «diffamato» e questo accadrà non appena chiuso il fascicolo in procura. Campeis ha dichiarato al quotidiano friulano «Il Messaggero Veneto» che alcune denunce «sono calunniose» e che «sarà la stessa procura a intervenire contro gli estensori». Secondo lo stesso giornale, vi sarebbero al vaglio dei legali di Englaro anche alcune dichiarazioni di Berlusconi. Già ieri sera il procuratore generaledi Trieste Beniamino Deidda aveva dichiarato «farneticanti» una serie di esposti e denunce arrivati in questi giorni.