{{IMG_SX}}Roma, 26 agosto 2008 - Italia sensibilmente sopra la media Ue per quanto riguarda l'abbandono scolastico, soprattutto nel Sud. Nel nostro paese, nel 2007, ancora un ragazzo su cinque tra i 18 e i 24 anni aveva conseguito solo la licenza di terza media, con una incidenza di abbandono scolastico precoce tra le più elevate d'Europa, pari al 20%, che diventa drammaticamente preoccupante se, fuori dalla media nazionale, si fa riferimento solo al Sud Italia: in Campania, Sicilia e Puglia la percentuale sale al 25%, vale a dire che un ragazzo su quattro abbandona la scuola dopo la licenza di terza media.

 

A fronte di una media europea di abbandono scolastico del 15%, l'Italia registra infatti una media del 20% con punte del 25% al Sud e Isole e del 18% nel Nord Ovest, mentre il Nord Est è perfettamente in linea con la media Ue e il Centro addirittura al di sotto. Dati allarmanti quelli rilevati nel 2007 in uno studio di Banca D'Italia, ma che rispetto al 2004 segnano comunque un miglioramento in tutte le aree territoriali.

 

I dati emergono dallo studio "L'economia delle regioni italiane nell'anno 2007", presentato il 21 luglio scorso e sottolineano come, anche se dovesse proseguire nel prossimo triennio il trend in diminuzione del tasso di abbandono scolastico, comunque il Sud resterebbe preoccupantemente indietro rispetto al Centro-Nord. Solo nel Centro e nel Nord Est, se gli abbandoni continuassero a diminuire, si arriverebbe a percentuali 'europee', cioè quelle previste nell'agenda di Lisbona, vicine al 10%. Il Mezzogiorno, invece, continuerebbe a registrare un'incidenza media dell'abbandono scolastico superiore al 20%, lontanissima dagli obiettivi dell'agenda di Lisbona.

 

Secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro, spiega Bankitalia, in Italia già a quindici anni quasi il 13% dei giovani è fuori dal sistema scolastico o ha accumulato un ritardo. Il 3,7% dei quindicenni abbandona il sistema scolastico dopo aver conseguito l'obbligo, lo 0,8% senza aver completato la media inferiore: percentuali che crescono nel Sud Italia rispettivamente all'1,1% e al 5,1% e diminuiscono sensibilmente nelle regioni del Centro a 0,4% e 0,9%.

 

A pesare sull'irregolarità della frequenza scolastica degli alunni italiani sono sia l'ambiente familiare, sia le caratteristiche dell'offerta formativa locale. Avere i genitori laureati piuttosto che con la sola licenza media - spiega Bankitalia - allontanerebbe di circa 10 volte la probabilità di essere in ritardo o di abbandonare gli studi: purtroppo, proprio nel Mezzogiorno la quota della popolazione tra 35 e 55 anni, verosimilmente i genitori dei quindicenni attuali, che ha la sola licenza di terza media, è pari al 57%, oltre tredici punti percentuali in più rispetto al Centro Nord.

 

Inoltre, la presenza del tempo prolungato nella media inferiore e migliori infrastrutture ridurrebbero la dispersione scolastica e, anche in questo caso, secondo i dati dell'anagrafe sull'edilizia scolastica nelle regioni meridionali le percentuali di edifici impropriamente adattati a uso scolastico e di scuole con infrastrutture e impianti igienico-sanitari scadenti sono superiori a quelle del Centro Nord.

 

Per quanto riguarda, invece, il fronte insegnanti, alla ribalta in questi giorni dopo le parole del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, un migliore risultato non dipenderebbe dal numero dei docenti impiegati ma dalla loro composizione: una "minore percentuale di docenti a tempo determinato contribuirebbe infatti a ridurre il rischio di tali irregolarità".

 

Tra quanti decidono invece di proseguire gli studi, le iscrizioni nei licei sono più frequenti al Centro e nel Mezzogiorno, mentre nelle regioni del Nord è maggiore la preferenza per le scuole tecnico-professionali. E ancora, l'aver completato in ritardo la scuola dell'obbligo fa aumentare di quattro volte la probabilità di iscriversi in un istituto professionale laddove i figli di genitori laureati si iscrivono nei licei in 9 casi su 10.
Il fenomeno della dispersione scolastica è marcato anche nella scuola secondaria superiore, prosegue l'indagine di Bankitalia.

 

In media il 18% degli studenti iscritti al primo anno non sono ammessi alla classe successiva e il 36% viene ammesso con debiti formativi, particolarmente frequenti in matematica. La non ammissione alla classe successiva è tra le principali 'motivazioni' per l'abbandono anticipato del sistema scolastico: il 3,4% di chi non passa l'anno decide di lasciare la scuola.

 

Anche in questo caso il tasso è più elevato nel Mezzogiorno (3,8%) e nel Nord (4,2%) e più contenuto nelle regioni del Centro (1,2%). L'abbandono scolastico e altre forme di irregolarità del percorso formativo fanno sì che il rapporto tra diplomati e iscritti iniziali sia in media del 71%. La percentuale di chi arriva alla fine della carriera scolastica è più elevata nei licei (84%) mentre è minore negli istituti tecnici (73%) e negli istituti professionali (52%), dove però alcuni giovani escono già al terzo anno con l'esame di qualifica.