{{IMG_SX}}San Benedetto del Tronto (Ascoli ) — Avreste immaginato che il Principe Azzurro, sogno di intere generazioni di ragazze, potesse ritrovarsi a fare il tronista. E, come se non bastasse, diventasse omosessuale? Nel 2008 anche questo è possibile, almeno a San Benedetto del Tronto. Nella località marchigiana tutto è scoppiato al termine della recita teatrale che ha concluso il centro ricreativo estivo, gestito dalla Cooperativa Systema e organizzato dal Comune. Nell’affollato teatro Concordia, stipato di genitori entusiasti armati di telecamere e macchine fotografiche, si esibivano i bambini tra i 4 e i 10 anni. Una recita simpatica, promossa dalle maestre, che voleva ‘modernizzare’ le favole classiche. E così, ecco spuntare sul palco uno splendido Principe Azzurro, seguito da Biancaneve, Cenerentola e altre donzelle festanti. Tutto normale, lì per lì, ma poi è arrivata la sorpresa.

IL PRINCIPE si siede sulla sua bella poltroncina e lascia spazio alle principesse che, come nel programma Uomini e donne di Maria De Filippi, si danno battaglia per conquistare il cuore del nobile. Se già a questo punto c’era chi in platea storceva il naso, l’epilogo ha lasciato ancora più esterrefatti alcuni parenti dei piccoli attori. "Noi ci impegniamo ogni giorno per insegnare ai nostri figli dei valori importanti — sottolina uno di loro, Nicola Perna — poi ti ritrovi in mezzo a una recita del genere". Ma che cosa l’ha sconvolta maggiormente? "Non solo il Principe Azzurro che diventa un tronista; e già non mi è piaciuto per niente. Il top è stato quando alla fine il principe sceglie un uomo ammettendo candidamente: ‘Io sono gay’. Allora ho sospeso le riprese con la telecamera, tanto mi sono sentito offeso".

IL PUNTO focale è uno: il genitore vuole essere l’educatore dei suoi figli, vuole essere lui a insegnare e a condividere valori con il piccolo. Ma è possibile farlo — si chiedono ora le mamme e i papà — quando in un centro estivo stravolgono anche la più semplice delle favole? Domande girate all’assessore alle Politiche sociali del comune di San Benedetto, Loredana Emili. "Non vedo il problema — risponde —. Al termine della rappresentazione ho anche distribuito un questionario per il gradimento e nessuno ha avuto da ridire". Ma lei non trova che sia stata una recita poco educativa? "Assolutamente no. La recita è stata varia, mica incentrata solo sul principe azzurro gay".

MA LE CRITICHE fioccano. "E non perché si sceglie di portare in scena figure gay, ma perché lo si fa senza dialogo con le famiglie, senza pensare che a 4 anni qualcosa possa sfuggire, senza realizzare che i bambini a questa età — conclude Perna — prendono tutto per vero".