{{IMG_SX}}Bologna, 17 giugno 2008 - Roberto Donadoni ha la testa dura come possono averla soltanto i bergamaschi che non si arrendono, cascasse il mondo. Quelli che sgobbano sempre e non mollano mai. Dopo la batosta con l’Olanda, il ct aveva detto: ho sbagliato, ma non finisce qui. E’ stato di parola.

 

Ha firmato un capolavoro: di tattica, di psicologia, di umiltà. Con gli Arancioni aveva sbagliato tutto, con la Francia non ha sbagliato nulla e ha ottenuto una vittoria storica, proprio lui che delle statistiche se ne infischia. Ma erano trent’anni che non spennavamo i Galli entro i tempi regolamentari e questo 2-0 è dedicato a Zoff, a Toldo, a Totti e ai Ragazzi del 2000 privati del titolo europeo dal golden gol di Trezeguet.

 

Al Letzigrund, la sofferenza e la tensione sono state palpabili sin dal primo minuto. Troppo alta la posta in palio, troppo grande l’adrenalina dall’una e dall’altra parte. Ma l’Italia finalmente c’era e lo si è visto immediatamente. Toni ha sbagliato subito, tanto, troppo: per fortuna si è procurato il rigore. Stavolta anche un arbitro bendato l’avrebbe visto: Michel non è Ovrebo e l’ha concesso, espellendo il francese.

 

La trasformazione di Pirlo è stata da manuale e ha dato ragione al milanista che alla vigilia si era definito insostituibile in questa Nazionale. E’ assolutamente vero. Peccato che l’arbitro non abbia visto l’altro penalty per gli azzurri (Perrotta falciato da Evra subito dopo il palo colpito da Grosso), ma non si può avere tutto dalla vita.

 

A Berna, intanto, l’Olanda faceva sino in fondo il suo dovere seppellendo sotto i gol di Huntelaar e Van Persie giorni e giorni di dissertazioni dolciarie, fra biscotti, torte e altri quintali di scemenze assortite, come se un altro calcio non fosse possibile, un calcio dove la correttezza è la regola e la slealtà un’eccezione, dove vince chi è più forte e non chi è più furbo. Van Basten era un mito da giocatore, si conferma un grande uomo e un grande ct. Come Donadoni. E ora sarebbe bello a prendere a calci nel sedere quelli che dopo l’Olanda avevano parlato di azzurri bamboccioni. Ma di fronte agli Eroi che sono tornati, le scamorze diventano piccole piccole.