{{IMG_SX}}Bologna, 12 giugno 2008 - Meno male che l’Italia rigioca. Meno male, perchè un altro giorno di processi a Donadoni e agli azzurri, di analisi sociopsicopedagogiche applicate al nulla, di dissertazioni dei bambocciologi, sarebbe stato insopportabile. La sconfitta con l’Olanda è stata due volte disastrosa: la prima, perchè i campioni del mondo hanno fatto pena; la seconda, perchè alcuni commentatori hanno dato fondo ad un campionario di facezie senza limiti. Abbiamo letto e ascoltato di tutto, nel tiro al ct, ivi compresa la padoaschioppesca definizione di bamboccioni appioppata agli azzurri da chi ne dimentica i meriti pregressi, ne ignora l’orgoglio, ma, in caso di vittoria sulla Romania, sarebbe pronto a togliere dal frigorifero il peana già preparato se l’Olanda fosse stata battuta.

 

Quotidiano.net ha lanciato un sondaggio: secondo voi si può battere la Romania? Quasi il 70% dei lettori ha risposto sì. Un segnale incoraggiante per la Nazionale. Vivaddio, oggi il ct le cambia i connotati, confermando di essere una persona intelligente. D’altra parte, soltanto i cretini non mutano mai idea, ammoniva Flaiano. Il fatto è che Donadoni ha steccato il debutto come peggio non avrebbe potuto fare. Colpa sua, per avere schierato la squadra sbagliata; colpa dei giocatori che l’hanno tradito. Ma il tecnico non è scappato. Non ha cercato alibi. Si è assunto le sue responsabilità. Si è comportato da persona seria e per questo merita la rivincita.

 

Adesso c’è la Romania: avversario tosto (occhio a Mutu), partita durissima e ricca di significati che travalicano l’ambito pallonaro, considerata l’aria che tira in Italia verso i romeni, in Romania verso gli italiani, eccetera eccetera. Enzo Bucchioni lo scrive a pag.48: soltanto la conquista del titolo consentirebbe al ct di rimanere al suo posto altrimenti, via libera al ritorno di Lippi. Donadoni lo sa da quando Abete si è deciso a rinnovargli il contratto con clausola liberatoria incorporata. Non foss’altro per dare un calcio ai gufi e ai bambocciologi, facciamo un tifo d’inferno per il successore di Lippi che non intende trasformarsi nel suo predecessore. Ora conta solo battere la squadra di Piturca, soprannominato Satana. A volte, il diavolo non è tanto brutto come lo si dipinge. Se l’Italia fa l’Italia, la Romania si batte e si batte bene. Anche perchè Del Piero gioca subito ed è il capitano. Su la testa, azzurri. La corsa non è finita.