{{IMG_SX}}ROMA, 10 GIUGNO 2008 - Gli obbiettivi sono toglierle dalla strada  e combattere lo sfruttamento, non espellerle e così colpire l'anello debole della catena. Sono questi i punti principali espressi da Mara Carfagna, ministro delle Pari Oppurtunità che, in un'intervista ha illustrato la sua ricetta per la lotta alla prostituzione.  

''I quartieri a luci rosse non mi convincono, degradano zone della citta' - spiega -. Ma non sono contraria a chi vuole prostituirsi per scelta purche' in case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri condomini. L'importante e' che non ci sia sfruttamento e che le strade non siano un mercato del sesso a cielo aperto''.

E, commentando il dato che sono 9 milioni al mese i clienti delle prostitute e che l'80% sono sposati, il ministro Carfagna sottolinea che si tratta di «Un dato allarmante, dimostra lo sfaldamento dei nuclei familiari». Quindi rivela di ispirarsi politicamente a Ronald Regan e spiega: «Anche lui è entrato in politica arrivando dal mondo dello spettacolo. Guardato con sospetto, diffidenza e sufficienza, si è poi dimostrato uno dei più grandi politici della storia americana». 


Il ministro ribadisce la sua posizione contraria su unioni di fatto e matrimoni gay: ''Non ho pregiudizi - dice -, ma non possono pensare di essere una famiglia. L'idea di famiglia viene da una tradizione religiosa, dalla Costituzione, dal diritto civile. Trovo giusto rivendichino diritti civili, trovo giusto che chi e' stato assieme una vita possa subentrare nell'affitto.
La famiglia pero' e' un'altra cosa. Niente leggi, penso a contratti privati''.

 

 

BABY PROSTITUTE

Altro discorso per  le 'baby prostitute' straniere, che verranno rispedite a casa con il ''rimpatrio assistito'',  assicura Mara Carfagna, rispondendo a una interpellanza del Pd.


''Verranno sollecitati - sostiene Carfagna - accordi bilaterali con i paesi di provenienza per far si' che, una volta prelevate dalle forze dell'ordine, le prostitute minorenni, la stragrande maggioranza, verranno riaffidate alle autorita' consolari. Quella del 'rimpatrio assistito' è una procedura studiata per i minori stranieri, privi di esercenti la potesta', in collaborazione con i servizi sociali e il servizio sociale internazionale''.

 

VIOLENZA ALLE DONNE: I SOLDI CI SONO

Le misure e le iniziative al vaglio del governo e del Ministero per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne non verranno pregiudicate dal decreto legge del 27 maggio scorso che ha azzerato il fondo specifico, pari a 20 milioni di euro, destinato al Piano contro la violenza alle donne. Lo assicura il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, rispondendo all'interpellanza urgente presentata in Aula alla Camera dall'esponente del Pd Donata Lenzi. "Non esiste - sottolinea Carfagna - alcuna sottovalutazione dell'importanza della lotta alla violenza alle donne".


Il Ministro precisa che la dotazione finanziaria
tagliata dal decreto era aggiuntiva a quella del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle Pari Opportunità che, invece, non è stato ridotto e per il 2008 ammonta a 96,8 milioni di euro complessivi (50 milioni del 2008 più l'importo non speso nel 2007 pari a 46,8 milioni). Di queste, informa Carfagna, le risorse nella piena disponibiità del Ministero ad oggi sono pari a 72 milioni di euro. Tali risorse verranno utilizzate, tra le altre cose, per "campagne informative a tutela del diritto alla salute della donna", per "programmi di assistenza a favore delle vittime della tratta di esseri umani", per "la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili".


Il Ministro fa sapere infine che "sono di prossima presentazione in Cdm, su mia proposta, due ddl contenenti misure contro gli atti persecutori e le violenze inesistenti, il cosiddetto stalking, e contro la violenza sessuale: tale intervento legislativo - sottolinea Carfagna - risponde alla necessità di introdurre anche nel nostro ordinamento, così come avvenuto in molti altri paesi europei ed extraeuropei, un'apposita ed autonoma previsione di reato per i casi di gravi molestie ed atti persecutori".