{{IMG_SX}}Roma, 2 giugno 2008 - L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani critica duramente l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, proposta nel pacchetto-sicurezza del Berlusconi IV. Nel suo ultimo intervento ufficiale, a Ginevra, l'Alto commissario uscente Louise Arbour rinnova l'allarme per l'aggravarsi di fenomeni come l'intolleranza e la xenofobia.


In Europa, dichiara, "politiche repressive, oltre ad atteggiamenti xenofobi e intolleranti, contro l'immigrazione clandestina e le minoranze indesiderate sono motivo di grave preoccupazione". Arbour precisa che "esempi di queste politiche e atteggiamenti sono rappresentati dalla recente decisione del governo italiano di introdurre il reato di immigrazione clandestina e dai recenti attacchi contro i campi nomadi di Napoli e Milano".


Il caso italiano è citato da Arbour fra le emergenze umanitarie, subito dopo "i recenti attacchi contro stranieri in Sudafrica" e immediatamente prima della Somalia e dei disastri naturali in Birmania e in Cina.


Immediata arriva la reazione di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. "La passiva accettazione del pensiero comune, modello Convenzione-Trattato di Lisbona, fa considerare il nostro un Paese di serie B o peggio, visto che l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Louise Arbour, solleva un problema rispetto al reato di immigrazione clandestina nei nostri confronti nonostante l'immigrazione clandestina è già considerata reato in diversi Paesi europei senza che l'Onu abbia avuto mai nulla da eccepire a riguardo".


Calderoli aggiunge che "il reato di immigrazione clandestina è fatto per prevenire la xenofobia e il razzismo, quale deterrente rivolto a chi intende partire, potendosi poi tradurre in termini certi e brevi in un'espulsione".


"L'Onu e il suo commissario - conclude il ministro - dovrebbero pensare non ai diritti di chi entra illecitamente in un Paese ma ai diritti dei cittadini di un Paese, loro associato, dove questi diritti vengono regolarmente calpestati proprio da parte di chi entra illegalmente e che spesso proviene da Paesi che delle Nazioni Unite se ne sono spesso fregati o le hanno dileggiate".

 

VATICANO

Anche dal dal Vaticano un no al reato per ingresso clandestino "I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa". Lo sostiene monsignor Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.
 

NAPOLITANO NON COMMENTA

"E' davanti al Parlamento". E' l'unico commento che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa rispondendo alla domanda dei giornalisti che gli chiedono che cosa pensi delle critiche, formulate oggi da un autorevole esponente della Santa Sede e dall'Onu, sul ddl che il governo sta preparando e che conterrebbe il reato di immigrazione clandestina con la previsione di una pena detentiva e non di una semplice sanzione amministrativa per chi lo commette.
 

 LA FARNESINA

 "Esprimere valutazioni premature su proposte che ancora il parlamento italiano non ha discusso desta sorpresa, ma non condizionerà il dibattito politico nazionale, che sarà come sempre trasparente e aperto al contributo di maggioranza e opposizione". Lo sottolinea la Farnesina in una nota, in seguito alle critiche dell'Alto Commissario per i diritti umani Louise Arbour sull'introduzione del reato di immigrazione clandestina previsto dal pacchetto-sicurezza del Berlusconi IV.

 

Il riferimento all'Italia contenuto nell'intervento di Arbour oggi a Ginevra, "scaturisce con ogni probabilità da informazioni incomplete" fa notare il ministero degli Esteri, che resta sulla linea tenuta durante il dibattito dal Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, Giovanni Caracciolo.

 

"In primo luogo, il reato di immigrazione clandestina - che vige da tempo pur in forme diverse in vari Paesi europei, come Francia, Germania, Gran Bretagna - come noto non è stato ancora introdotto in Italia e il relativo disegno di legge sarà esaminato dal Parlamento in uno spirito di dialogo e di confronto democratico e aperto tra tutte le forze politiche" sottolineano alla Farnesina.

 

"In ogni caso - prosegue la nota - si tratta di una questione che non ha nulla a che vedere con la xenofobia o con la discriminazione su base razziale, e che affronta invece il fenomeno dell'immigrazione illegale e degli strumenti legislativi per ridurlo, nell'ambito beninteso delle garanzie previste dall'ordinamento giudiziario e nel pieno rispetto delle direttive dell'Unione Europea".

 

Altra cosa, rimarca il ministero degli Esteri, sono gli episodi di violenza che si sono verificati recentemente in Italia, e che sono stati "fermamente condannati dal governo italiano, in quanto eventi illegali isolati, che tuttavia non vengono sottovalutati, e anzi formano oggetto di seria preoccupazione da parte delle Autorità italiane, come da ultimo ha sottolineato lo stesso Presidente della Repubblica nel suo messaggio per la ricorrenza della Festa Nazionale".

 

"L'Italia è, e rimarrà, in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo, xenophobia e intolleranza", assicura la Farnesina. "Ciò scaturisce dalle stesse obbligazioni costituzionali e dalla coscienza civile condivisa e si rende evidente nell'impegno del nostro Paese nel campo dei diritti umani sul piano internazionale".