{{IMG_SX}}Roma, 29 maggio 2008 - Di 10.500 clandestini fermati da polizia e carabinieri dal primo gennaio a oggi, solo 2.400 hanno trovato posto nei Cpt. Per gli altri 8 mila c'e' stato solo un foglio di via. E' il dato rivelato dal capo della polizia, Antonio Manganelli, alle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato nel corso dell'audizione sul decreto sicurezza, in cui sono contenute norme anche sui Cpt.


"In pratica- spiega Manganelli- per 8 mila clandestini, dall'inizio dell'anno ad oggi, c'e' stato solo un invito ad allontanarsi dal territorio, diciamo quindi che in 8 mila sono stati 'perdonati sul campo'".
Il prefetto da' anche i dati relativi al 2007, spiegando che non si discostano da quelli del 2006. "Lo scorso anno- dice Manganelli- sono stati fermati da polizia e carabinieri 33.897 immigrati clandestini e si e' trovato posto nei Cpt solo per 6.366 persone". Quindi, ribadisce, "su quasi 34mila clandestini presi nel 2007 per 27 mila c'e' stato un ordine scritto di allontanamento dal territorio, che ovviamente non e' stato accolto dalla totalita' dei casi".

 


La mancanza di centri accoglienza, osserva Manganelli, "vanifica quindi le operazioni di polizia". Inoltre, continua, "di quei 34 mila clandestini fermati, non solo per la stragrande maggioranza non si e' trovato posto nei Cpt, ma per molti non e' neanche stato chiesto". Perche', conclude il prefetto con un esempio, "se il questore di Cuneo arresta un clandestino e c'e' posto solo nel Cpt di Agrigento, da Cuneo non viene certo inviato in Sicilia perche' sarebbe un costo troppo gravoso, tra viaggio e altre spese, mandare in missione almeno due poliziotti per accompagnare l'immigrato".

 

"La mancanza di posti nei Cpt - ha ricordato il capo della Polizia - porta anche ad un ulteriore dato statistico: per molti di quelli che vengono fermati il posto non viene neanche richiesto. Se, ad esempio, gli unici due posti liberi in un dato giorno sono nel Cpt di Agrigento, il questore, che so, di Cuneo, che ha la necessità di allontanare un immigrato clandestino che ha reiteratamente violato la legge, difficilmente impiegherà due suoi uomini in una missione di tre giorni (con relative spese di trasferimento, vitto e pernottamento) per accompagnare il clandestino in questione in Sicilia".


Sono casi non infrequenti, ha concluso Manganelli, che contribuiscono a determinare un "numero sommerso, di per sè non quantificabile", ma significativo.

 

 

INCERTEZZA DELLA PENA

"Il vero tema e' la certezza della pena che tutti invochiamo. Ora quale normativa si debba usare non sta a me dirlo, ma che sia una situazione assolutamente vergognosa questo mi sento di dirlo". Cosi' il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del senato, sul decreto sicurezza.


Nell'introdurre il tema della certezza della pena, Manganelli dice: "Voglio richiamare l'attenzione su quello che e' il vero indulto quotidiano e di cui tutti parliamo e su cui negli ultimi anni non si e' fatto niente".
E aggiunge: "In merito alla certezza della pena e di una giusta repressione, non parlo di giustizialismo, e' meglio che ci sia una risposta al reato con una pena anche blanda, che non la promessa di castighi futuri. Questo e' il vero tema. E dentro le forze dell'ordine registro un consenso su questo. Devo anche dire che nei salotti televisivi anche improbabili criminologi si esprimono a favore di questo. Ora- ripete- quale normativa si debba usare non sta a me dirlo, ma che sia una situazione assolutamente vergognosa questo mi sento di dirlo".


D'altra parte, spiega il Capo della polizia, "la certezza della pena oggi e' il dato piu' incerto mentre e' certa l'assoluta vanificazione degli sforzi della magistratura e della polizia. Una non risposta attraverso la pena la registriamo tutti i giorni e chi e' stato arrestato ad esempio nell'ultimo trimestre vediamo che e' stato fermato per lo stesso reato 4 o 5 volte".