{{IMG_SX}}Città del Vaticano, 29 maggio 2008 - Nel giorno in cui la sala stampa vaticana conferma l'udienza del Papa al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il prossimo 6 giugno, Benedetto XVI rileva, "con particolare gioia", i segnali di un "clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo" della vita politica del paese ed esorta l'Italia ad "uscire da un periodo difficile".

 

L'occasione è l'incontro con i vescovi italiani riuniti in questi giorni in assemblea generale, una sorta di 'parlamento' della Conferenza episcopale italiana. Già il loro presidente, il card. Angelo Bagnasco, aveva pronunciato in apertura dei lavori, lunedì, un discorso che non era dispiaciuto a Palazzo Chigi. Il porporato aveva specificato di attendersi "un periodo di operosa stabilità, al quale costruttivamente partecipino tutte le forze politiche", aveva esortato, con toni tra il pungolo e l'elogio, ad agire tempestivamente sulle emergenze del paese (rifiuti, salari, politiche famigliari) e - pur denunciando i "ghetti" in cui possono finire gli immigrati - aveva confermato che nella popolazione c'è un'esigenza di sicurezza che non può essere disattesa.

 

Oggi, a sigillo del clima positivo che c'è tra le due sponde del Tevere, è giunto dal Papa, se non un endorsement del nuovo governo, certo un'apertura di credito al frangente politico post-elettorale. L'Italia, ha detto Papa Benedetto, "ha bisogno di uscire da un periodo difficile nel quale è sembrato affievolirsi il dinamismo economico e sociale, è diminuita la fiducia nel futuro ed è cresciuto invece il senso di insicurezza per le condizioni di povertà di tante famiglie, con la conseguente tendenza di ciascuno a rinchiudersi nel proprio particolare".

 

Benedetto XVI ha ribadito le priorità della Chiesa cattolica sul campo legislativo (in particolare, la richiesta di una "politica coerente ed organica" a favore della famiglia fondata sul matrimonio, e il "grande e urgente bisogno" di una politica favorevole alla vita e contraria ad aborto ed eutanasia) ed ha confermato le parole di Bagnasco sulla "sana laicità" - lette da alcuni come una risposta a Massimo D'Alema - sottolineando che il cristianesimo può offrire un "contributo fondamentale al chiarimento e alla soluzione dei problemi sociali e morali" di Italia ed Europa.

 

Un accenno fugace, poi, al tema dell'immigrazione dove, sfumando le critiche di organizzazioni come la Caritas italiana al pacchetto sicurezza del ministro dell'Interno Maroni, ha soprattutto chiesto "il rispetto delle leggi".
Netta, invece, la richiesta di Ratzinger sul tema della scuola cattolica. Allarmato dalla "emergenza educativa" del paese, il Papa ha scandito: "In uno Stato democratico, che si onora di promuovere la libera iniziativa in ogni campo, non sembra giustificarsi l'esclusione di un adeguato sostegno all'impegno delle istituzioni ecclesiastiche nel campo scolastico".

 

Con il governo di Romano Prodi i rapporti con la Santa Sede, personalmente buoni, si erano incrinati su nodi come i Dico e la bioetica. Le frizioni erano divenute scambio di accuse tra Palazzo Chigi e Cei in occasione della mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza nei giorni della caduta dell'esecutivo Prodi. Oggi, invece, anche le perplessità emerse in avvio di legislatura da parte cattolica - sull'assenza di uno specifico ministero per la Famiglia, sulla scelta di Daniele Capezzone come portavoce di Forza Italia o, appunto, sull'approccio muscolare all'immigrazione - sono state archiviate dal Papa.

 

In attesa dell'incontro con Berlusconi la prossima settimana - il secondo dopo quello del 19 novembre 2005 - saranno, intanto, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il cardinale Camillo Ruini ad incontrarsi oggi. Entrambi, infatti, riceveranno un omaggio da parte dell'università cattolica, a Roma, in qualità di "amici" dell'ateneo.