{{IMG_SX}}Roma, 26 maggio 2008  - Negli spot che da alcuni giorni circolano sulla tv tedesca per promuovere una catena di elettrodomestici, compare un italiano "tipico. Quest'uomo, Toni, e' scuro di capelli, con i baffi, veste assai casualmente maglietta della nazionale e giubbetto azzurro, l'immancabile catena d'oro al collo e improbabili pseudo Ray-ban. Ricorda il grande Serpico impersonato da Al Pacino".

Lo riferisce Maurizio Chiocchetti, responsabile Pd italiani nel mondo, che accusa gli spot di raccontare "un italiano maschilista, truffaldino, donnaiolo, corrotto".


Il democratico insinua: "Non sappiamo se detta pubblicita' giochi sulla delusione patita dai tedeschi agli ultimi mondiali di calcio, dove l'Italia si laureo' campione proprio a Berlino".


E poi aggiunge: "A noi risulta che le nostre comunita' in Germania siano stimate e bene integrate". E l'italianita' "passando anche attraverso la cultura, la moda, la cucina viene guardata come un valore aggiunto. Insomma-chiude Chiocchetti- se proprio si debbano prendere a soggetto per vendere televisori gli italiani facciamoli assomigliare in tutto e per tutto all'integerrimo poliziotto di Sidney Lumet".

 

Anche il ministro ombra degli esteri, Piero Fassino, stigmatizza gli "Spot offensivi non solo verso l`Italia, ma ancora di più verso quei tantissimi italiani che vivono e risiedono stabilmente in Germania, alla cui crescita e prosperità contribuiscono ogni giorno con il loro lavoro e la loro professionalità".


"Vogliamo credere che la stessa azienda che ha commissionato la campagna pubblicitaria - conclude Fassino - voglia intervenire e decidere di ritirarla, prendendo atto della inopportunità, dell`infondatezza e del carattere grevemente caricaturale di quegli spot".