{{IMG_SX}}E COSI’, il copione si ripete. Berlusconi vince le elezioni, prende la guida del Governo, e l’Italia viene immediatamente chiamata a rispondere di lesa democraticità. Processi preventivi, ovviamente, senza che si siano configurate reali ipotesi di reato. Il collegio giudicante, ovviamente, è sempre lo stesso: una certa Italia perennemente in trincea, e una certa sinistra europea, oramai al governo solo in Spagna, ma ancora forte all’interno di un Parlamento comunitario in attesa di rinnovo. E proprio di fronte a questo gran giurì, di fatto, ieri abbiamo dovuto rispondere delle nostre presunte malefatte democratiche in tema di accoglienza dei rom, e di politiche sulla sicurezza.

 

Con i soliti luoghi comuni e i soliti Shulz a fare da accusatori. Roba stucchevole, che nasce dagli stessi pregiudizi stucchevoli che, per fortuna, proprio in Italia sono in via di rapido superamento. Peccato che all’estero leggano troppo certi giornali italiani, o ascoltino i nostri soliti maitre a penser, quelli che se vince una parte (la loro) trionfa la democrazia, ma se vincono gli altri, si profila lo spettro della dittatura. Robaccia che si legge o si sente ai Festival di Cannes. Quattro gatti, ma quel tanto che basta, però, per innescare processi preventivi, per far emettere condanne per delitti mai commessi. Il caso rom è veramente emblematico. Vediamolo.

 

Il tentato rapimento di un neonato da parte di una zingarella innesca la furia popolare a Napoli: qualche campo viene assaltato e bruciato, i rom devono andarsene. Brutta storia, ovviamente, brutta reazione di gente esasperata da una presenza di nomadi massiccia, che dura da anni, e che si è portata dietro un costante aumento della criminalità. Brutta storia, comunque. E il primo a deplorarla è proprio il Governo: cari signori, non ci si fa giustizia da soli, ci penserà lo Stato. E infatti, in applicazione di leggi esistenti, nazionali e internazionali, con l’aggiunta di nuove norme più incisive che saranno votate dal Parlamento e non dai fasci di combattimento, si sta provvedendo a varare un pacchetto sicurezza che affronti i temi inerenti alle nostre paure: illegalità, immigrazione clandestina, gestione del nomadismo.

 

Tutta roba sul tappeto da tempo, affrontata timidamente e poi accantonata dal precedente Governo con il mai approvato pacchetto Amato. Ma che succede nel frattempo? Semplice. Che non è la gente a essere esasperata perchè fino ad ora nessuno ha messo mano con serietà al problema. Figuriamoci. No, è il governo appena nato che vuole cacciare i rom, che viola i diritti di questa povera gente. Razzisti e xenofobi. Sono tutti preoccupati in giro per i palazzi dell’Europa comunitaria, dove gli stipendi sono alti e il tempo libero non manca. E così, per verificare di persona quello che succede, mandano una figura super partes, senza animosità personali: l’unica eurodeputata rom presente a Strasburgo. Roba da sbellicarsi dalle risate.

 

Conclusione. L’Italia, se Dio vuole, non è, e non sarà mai razzista. Anzi, come potete leggere qui sopra, i terroristi islamici la ritengono una vera bengodi. No, semplicemente ha deciso che i diritti vanno garantiti pure ai cittadini normali, che i reati vanno puniti, che l’illegalità non è la regola. Non a caso l’altra sera nel salotto di Vespa i sondaggi di Mannheimer confermavano un’adesione dell’80-90 per cento degli intervistati ai contenuti del pacchetto sicurezza. Un’adesione trasversale, insomma, né di destra, né di sinistra. Ed è questo ciò che conta. Sperando che i nostri guru la smettano di dipingere un Paese che non c’è. Come hanno capito quasi tutti gli italiani. Tranne loro.