{{IMG_SX}}Cannes, 20 maggio 2008 - Attacchi a Pelè, ad Antonio Matarrese, agli americani: è un Diego Armando Maradona al veleno quello che emerge dal docu-film presentato a Cannes.

 

Il regista, Emir Kusturica, ha spiegato che "Maradona" punta a cogliere tre aspetti dell'ex Pibe de Oro: il maestro di calcio, l'uomo di famiglia e il critico della politica estera americana. Ma anche un uomo con tanta rabbia dentro.

 

Nel docu-film di 90 minuti, che approderà nelle sale italiane dal 30 maggio, Maradona sostiene che quando l'Argentina eliminò gli azzurri, a Italia '90, gli italiani "ingoiarono il rospo più grande della storia perchè Matarrese, un altro mafioso, aveva già concordato la finale: Germania e Italia". Di lì, a suo avviso, le accuse di doping che furono mosse a lui e a Caniggia e che in Italia non si sono mai più ripetute contro alcun calciatore: "A parte Maradona e Caniggia, nessuno ha mai preso un'aspirina".

 

Nella lunga intervista Maradona ribadisce il suo pieno sostegno alla Cuba di Fidel Castro, oppressa come la Serbia di Kusturica, e denuncia le guerre promosse da Washington, "su cui poi lucrano la Fox e la Cnn". Si parla anche del dramma della cocaina: "Non sono morto perchè lui, lassù, non ha voluto, ma ero morto".

 

Alla proiezione del film per la stampa, l'ex Pibe de Oro ha attaccato anche Pelè, che lo ha spesso criticato per l'esempio negativo che offre ai giovani chiedendo che gli vengano tolti i trofei conquistati. "Anche lui ha un lato oscuro - ha affermato Maradona - conosco tante storie su di lui e quindi farebbe meglio a tacere, il modo in cui parla di me è irriguardoso".

 

Una nota di allegria è stata portata dalla confessione dell'amore per Julia Roberts. "Fare qualsiasi cosa per vederla sfilare qui sulla Croisette", ha detto Maradona, "sarei disposto a tagliarmi la mano per camminarle accanto, anche quella con cui segnai all'Inghilterra" ai mondiali del 1986, la famosa "mano de Dios".