MI INDIGNA che alcuni ministri spagnoli abbiano accusato il nostro governo di razzismo senza che ci sia stata, da parte nostra, un’adeguata risposta. Così come mi indigna che una ministra spagnola, una certa Bibiana Aido, si sia permessa di dichiarare «Berlusconi è da psichiatra». L’Italia dovrebbe pretendere più rispetto.
Salvatore Pulici, Milano

 

E’ DIFFICILE avere rispetto dagli altri quando si dimostra di non averne per se stessi. Berlusconi premier dichiarò in terra di Spagna, davanti a tutta la stampa internazionale, che inchieste e sentenze della Magistratura Italiana erano state «una guerra civile» e in altra occasione definì i magistrati italiani «antropologicamente pazzi». E’ probabile che nella testolina di questa Aido sia rimasta un’eco di queste parole di incredibile disprezzo per le istituzioni del proprio Paese. E Bettino Craxi per tutto il tempo in cui fu «esule» ad Hammamet non fece che gettare fango sul Paese di cui pur era stato presidente del Consiglio.

 

Detto questo ritengo che la Spagna, come ogni altro Paese, dovrebbe pensare ai casi suoi invece di ficcare indebitamente il naso in quelli altrui. Tuttavia è impossibile non notare una involuzione nel popolo italiano. Noi non siamo mai stati né razzisti né sciovinisti. Lunghe dominazioni straniere ci avevano affrancato da questi vizi. Oggi è fuori discussione che ci siano potenti venti razzisti, antirom, antirumeni, antislamici. Così come per ridicole questioni di «grandeur» che da noi sono appartenute solo al fascismo, siamo presenti con i nostri soldati in terre altrui (Afganistan, Kosovo) pretendendo di insegnarvi le buone maniere. Ma il razzismo non è che un aspetto di questa involuzione. Gli altri si chiamano indifferenza, maleducazione e un’impressionante volgarità in un popolo che un tempo era conosciuto e apprezzato per la sua affabilità e per una certa, naturale e popolana, grazia. A noi ci ha rovinato il benessere.