Caro presidente Berlusconi,


{{IMG_SX}}E’ STATO giustamente notato che l’emergenza dei rifiuti in Campania ha caratterizzato la campagna elettorale e contribuito a determinare la vittoria del centrodestra. E’ dunque sulla questione rifiuti che si gioca oggi la Sua personale credibilità. E quella dell’Italia in generale.

Già attendere il Consiglio dei ministri di mercoledì per dare una risposta al problema sembra tanto. Ma riunire il governo a Napoli senza lanciare contestualmente una proposta più che forte sarebbe folle. Occorrono, anche, gesti simbolici. Di rottura.

 

L’articolo 126 della Costituzione Le consente di sciogliere il consiglio regionale campano per «gravi violazioni di legge»: lo utilizzi. Ne parli col capo dello Stato prima e col segretario del Pd Veltroni poi, e lo utilizzi. Cacci Bassolino, simbolo del malgoverno campano, e se vuole evitare strumentalizzazioni politiche insedi al suo posto il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca: un ex diessino come Bassolino, suo acerrimo nemico, ma a differenza di Bassolino capace di governare.

 

Se invece vuole credere alla sceneggiata di un Bassolino buono e di una Iervolino cattiva, applichi l’articolo 141 del Testo unico e sciolga almeno il consiglio comunale di Napoli. Occorrono scelte radicali, non ne abbia paura. Non abbia paura, presidente Berlusconi, di utilizzare la forza pubblica se sarà necessario. Perderà forse qualche voto in Campania, ma ne guadagnerà molti di più nel resto del Paese.

 

Un’ultima cosa. Leggiamo che, incuranti delle conseguenze, i magistrati campani hanno messo i sigilli a diversi impianti di stoccaggio dei rifiuti. Nel decreto che si accinge a varare preveda dunque una norma per sospendere i sequestri cautelativi. Sarebbe davvero il minimo, ma, trattandosi di magistrati, non La inviteremo ad osare di più.