{{IMG_SX}}Roma, 16 maggio 2008 - ''Lo stacco del prezzo industriale'' dei carburanti ''tra l'Italia e la media dei 15 Paesi dell'area Euro, al netto della componente fiscale, ha ormai raggiunto un limite insostenibile che penalizza l'intero Paese, cittadini e imprese''. A dirlo è il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che oggi ha convocato al Ministero i rappresentanti dell'unione petrolifera e delle compagnie petrolifere sul nodo del caro carburanti e dei differenziali tra i prezzi italiani e le medie europee.

 

Spinti dal caro-petrolio i prezzi dei carburanti, infatti, continuano a salire, ma in Italia lo fanno ad un passo più veloce rispetto agli altri paesi europei. Mentre benzina e gasolio toccano i nuovi record storici, i prezzi industriali dei due carburanti segnano infatti nella penisola un divario record con le medie europee: +5,9 centesimi nei confronti dell'Ue a 27 mentre con la sola Eurolandia lo stacco è di +4,6 cent per la verde e di +5 centesimi per il diesel.

 

Il ministro ha ribadito ''la necessità di interventi di tipo strutturale, anche per far rientrare la procedura di inflazione europea per i vincoli all'installazione di distributori di carburanti'', e ha ricordato che ''l'Europa ha chiesto misure significative entro il mese di giugno''. Il ministro ha esortato le aziende petrolifere ad una ''oculata politica dei prezzi e a pratiche commerciali che massimizzino l'efficienza e soddisfino i consumatori'', riservandosi di valutare ''interventi strutturali in attesa di un prossimo incontro di analisi sull'andamento dei prezzi''. Scajola ha annunciato infine la costituzione di un tavolo permanente di confronto aperto a tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati.

 

L'Unione Petrolifera, dal canto suo, giudica "molto interessante" l'incontro. Il presidente dell'associazione dei petrolieri, Pasquale De Vita,ha annunciato che è servito per decidere di "aprire una collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo e il settore con un tavolo permanente che riguarderà soprattutto la posizione italiana nei confronti dell'Europa".

 

Nel corso del colloquio con il ministro, ha aggiunto De Vita, "abbiamo chiarito che in quest'ultimo periodo i prezzi in Italia sono saliti della metà rispetto a quelli internazionali e che il raffronto con l'Europa può essere falsato dall'isterismo dei mercati internazionali". "Penso - ha aggiunto De Vita - si possa aprire una vera collaborazione per affrontare temi che ci portiamo dietro da tanto tempo, nell'interesse dei consumatori e del Paese, nei limiti delle peculiarità italiane".