{{IMG_SX}}Roma, 13 maggio 2008 - Un biglietto affettuoso, che si conclude con "molti baci" ed è firmato il "vostro presidente". Luogo: Aula della Camera, dibattito dopo la richiesta di fiducia. Destinatarie: due giovani deputate del Pdl. Mittente: ovviamente Silvio Berlusconi.

 

Sono stati gli obiettivi delle macchine fotografiche puntate sull'emiciclo a 'intercettare' lo scambio di messaggi, come testimoniano le foto pubblicate dal Corriere.it. Che permettono anche di leggere chiaramente il testo del messaggio mandato da Berlusconi: "Nunzia, state molto bene insieme! Grazie per restare qui, ma non è necessario. Se avete qualche invito galante per colazione, vi autorizzo (sottolineato) ad andarvene!". Il testo prosegue sul retro: "Molti baci a tutte e due !!! Il 'Vostro' presidente". Una delle due mittenti è senza dubbio Nunzia De Girolamo. L'altra dovrebbe essere l'ex giornalista del Tg4 Gabriella Giammanco.

 

Una successiva foto, come rileva sempre il Corriere.it, consente di leggere stralci del messaggio di risposta delle due neo deputate."Caro...(dolce presidente?) gli inviti galanti li accettiamo solo da lei. E poi per noi è un piacere essere...(non si legge)".
Galeotti quindi sono stati gli obiettivi delle macchine fotografiche. E non è la prima volta che riescono a 'beccare' un messaggio 'privato' di Silvio Berlusconi.

 

Il precedente è però meno galante. Era il 23 marzo 2007 e quella volta lo scambio riguardava Piero Fassino. I fotografi in quell'occasione immortalarono un appunto firmato da Silvio Berlusconi dopo una lunga chiacchierata fatta nell'Aula del Senato, durante le celebrazioni per i Trattati di Roma, con l'allora segretario dei Ds Piero Fassino. In testa al foglio sottolineato, c'era proprio il nome dell'attuale ministro degli Esteri 'ombra'. Sotto tre paragrafetti: 'Maggioranza nazionale', 'No a preferenze', 'Sì a sbarramento'. Accenni chiari al dibattito sulla legge elettorale che in quel momento era in corso e che stava per tradursi in un avvio di dialogo tra maggioranza e opposizione. Ma la storia, si sa, è finita in un altro modo.