LO SO che tutte le cerimonie di giuramento sono delle feste per un governo nuovo, quindi non mi meraviglia che l’altro giorno anche Berlusconi e i suoi ministri fossero in buona armonia anche con il presidente Napolitano. Ma mi sembra che questa armonia non sia così totale visto che il premier è ancora impegnato a discutere per le cariche di vice ministro e di sottosegretario, senza contare che non mi sembra che anche i ministri già nominati siano tutti di quella qualità che ci si poteva aspettare.
G. Delviva, Piombino

 

{{IMG_SX}} NON SI MERAVIGLI, caro Delviva, del fatto che anche un presidente come Berlusconi faccia fatica a quadrare il cerchio delle poltrone governative. La nostra resta pur sempre una repubblica parlamentare, non presidenziale come la Francia e gli Stati Uniti. Dunque, anche la scelta dei collaboratori non può che essere il frutto di un dosaggio da parte del premier. Compreso «Re Silvio». Detto questo, non sarei così severo per quanto riguarda i ministri. Anche di recente ne abbiamo visti di simili. E di peggio. Non lo dimentichi. Poi, bisogna che ci mettiamo d’accordo. Se ritornano sempre le stesse facce, non va bene, e gridiamo contro la Casta. Se sono tecnici hanno una visione specialistica. Se sono politici non sanno nulla delle loro materie. Se c’è del ricambio, ci chiediamo chi siano questi sconosciuti e tocchiamo ferro per le sorti del Paese. In questo governo ci sono 12 (!) volti nuovi. Mettiamoli alla prova, poi giudichiamoli. Se no, facciamo come il professor Sartori che ieri in un commento ha distrutto preventivamente quattro o cinque neo nominati, rei, probabilmente di non essere stati indicati da lui. Del resto, anche la legge elettorale a suo avviso era una porcheria. E ha funzionato benissimo. Dunque, buon lavoro ai ministri. Soprattutto a quelli che non piacciono a Sartori.