A VERONA un gruppo di neonazi ha picchiato a morte un uomo perché aveva rifiutato una sigaretta; in una piazza centrale della civilissima Torino la folla si è ribellata per una multa, ha aggredito i vigili, ne ha feriti due, e li ha costretti alla fuga; sull’autostrda Firenze -Roma un manipoloo di ultras del Napoli ha assalito un pullman di tifosi romanisti fermo a un grill e lo ha poi inseguito per 40 chilometri; a Caiano, nell’entroterra partenopeo, i residenti hanno innalzato barricate contro la polizia. Cosa sta succedendo?
Lazzaro Comi, e-mail

 

IO INDIVIDUO la causa più profonda di queste esplosioni di violenza irrazionale nel disagio acutissimo di vivere in un modello di sviluppo che richiede sempre più in termini di fatica, di ritmi, di stress senza restituire nulla di ciò che promette (ma è possibile che dopo tanti decenni di lavoro, di sudore, di aumenti del Pil noi italiani — a parte una frangia di privilegiatissimi che aumenta il nostro senso di frustrazione — si sia più poveri che nei ‘60?). Per cui poi molti sfogano la propria rabbia impotente come gli capita. Ma la causa più immediata è il crollo, in Italia, del principio di autorità e qiundi di responsabilità.

 

Il tradizionale ‘buonismo’ della sinistra si è sposato con una classe dirigente di destra che, da Mani Pulite in poi, ha condotto una devastante campagna di delegittimazione della Magistratura, dei Pm, della Polizia giudiziaria. E una classe dirigente che dimostra di non credere alle proprie Istituzioni e alle proprie leggi non può che produrre una popolazione che non crede alle Istituzioni, alle leggi e, tantomeno, alla classe dirigente (secondo un recente sondaggio il 64% degli italiani non ha fiducia nel Parlamento, che pur ha appena votato). Siamo diventati, in alto e in basso, un popolo di delinquenti. Ma ci consoliamo pensando che i delinquenti siano solo i rumeni.