{{IMG_SX}}Fuori piove, anche se Gubbio è sempre incantevole, con la pioggia e con il sole. Dentro, nel cinema teatro Italia non entra uno spillo. I ragazzi del liceo Giuseppe Mazzatinti sono 680. Con il patrocinio del Comune di Gubbio, l'incontro con Quotidiano.net è stato promosso dal preside, il professor Dario Missaglia, in collaborazione con Massimo Boccucci, giornalista e autentico punto di riferimento dell'informazione in Umbria. "Se tutti i presidi italiani fossero come Missaglia, la scuola starebbe molto meglio", sussurra Boccucci.

 

Ha ragione. Se tutti quelli che pensano che i ragazzi di oggi siano apatici, abulici, menefreghisti fossero qui, capirebbero che sono tutte balle. Che è vero l'opposto. Che con i ragazzi bisogna dialogare. Che i ragazzi bisogna saperli ascoltare. Che i ragazzi posseggono una straordinaria riserva di passione, di interesse, di umanità. I temi dell'incontro sono apparentemente disgiunti, in realtà collegati l'uno all'altro.

 

Il professor Missaglia mi chiede di aprire il capitolo sullo sport, i diritti umani, la violenza nel calcio: discende direttamente dalla crisi tibetana a cento giorni dai Giochi di Pechino, dalla brutale repressione del regime cinese che ha addirittura condannato all'ergastolo alcuni dei manifestanti scesi in piazza a Lhasa per chiedere la libertà, dalle degenerazioni del nostro football incapace di garantire la sicurezza a chi va allo stadio, ma di assicurare la morte a un ispettore di polizia e a due tifosi nell'arco di tredici mesi.

 

Eleonora Frescobaldi, invece, spiega che cosa sia la campagna Stop al Bullismo, on line su quotidiano.net, lanciata insieme con Flaminia Momigliano. Lo fa leggendo un dialogo fra lei e la figlia Leonia, 14 anni,  cui, la sera prima, aveva chiesto quali parole avrebbe potuto usare nell'incontro di Gubbio, visto che anche Leonia è un'adolescente. I suggerimenti di Leonia sono stati vincenti: mamma, usa parole chiare e semplici. Queste.

Leonia: "Mamma, ma che età hanno questi ragazzi a cui tu vai a parlare? ".

Eleonora: "Sono del liceo, come te!".

L.  Guarda che i ragazzi sono dei...."menefreghisti", li annoi il più delle volte... devi cercare di attirare la loro attenzione in qualche modo... parlare di cose che a loro interessano!".

E. " Come devo fare?"

L. " Parla di cose che non sono solo del passato, parla di cose che stanno vivendo, di quello che provano. Parla di emozioni".

E. "Quali?".

L.  "Sì,  anche del bullismo, di quello che ne pensano e di quello che provano, perchè vedi mamma, i ragazzi per essere "fighi" trattano male, evidenziano i difetti degli altri, soprattutto dei più deboli, solo per dire.."io sono più figo di te ", "io ho più di te"!".

E. "Ma i deboli quali sono?".

L.  "Sono quelli che vengono considerati deboli dagli altri e così facendo si bloccano e non riescono più ad essere sciolti... Un debole non è debole da quando nasce, lo diventa, spesso, a causa degli altri che accusandolo gli fanno perdere l'autostima".

E. "Tu cosa faresti allora?".

L. "Io vorrei mettere i bulli nella situazione delle vittime perchè se i bulli provassero la stessa cosa delle vittime, non lo farebbero".

E.  "E le vittime le metteresti al posto dei bulli?".

L. "Ma no! Tanto capirebbero da soli che loro non sono le vittime ma che hanno a che fare solo con dei ragazzi che per sentirsi "ganzi" trattano male e quindi sono loro i più sfigati, e non vale certo la pena essere al loro posto!".

E. Tu come ti senti?

L. "In tutti noi c'è sia la vittima che il bullo, tutti noi abbiamo preso in giro qualcuno almeno una volta, e tutti noi siamo stati presi in giro da qualcun altro... per cui.. è giusto parlarne! Mamma, fagli capire che i bulli sono i deboli e che le vittime sono i forti ma soprattutto che gli indifferenti sono i vigliacchi".

E.  Hai ragione Leonia: il silenzio\assenso fa male quanto e più di una violenza fisica".

Il teatro viene giù fra gli applausi, l'attenzione è grande, il dibattito ricco di spunti. Il messaggio dei 680 liceali di Gubbio è forte e chiaro. L'educazione ad una nuova cultura sportiva è possibile, come il rispetto delle regole, la lealtà e il fair play, il confronto civile, la lotta al bullismo e ai vigliacchi che fanno i bulli. E' proprio vero: dai ragazzi non si finisce mai di imparare.