{{IMG_SX}}Londra, 1 maggio 2008 - Le parole di Natascha Kampusch sono destinate a sollevare un dibattito senza precedenti nella sua Austria: la celebre ex rapita austriaca afferma che forse il passato nazista ha giocato un certo ruolo dietro quanto successo ad Amstetten, dove un padre padrone ha rinchiuso la figlia per decenni in un bunker obbligandola a un rapporto incestuoso che ha portato alla nascita di sette figli.


Natascha, che a sua volta è stata rinchiusa in uno scantinato alla periferia di Vienna per otto anni e mezzo fino alla fuga nell'agosto 2006, sostiene in un'intervista trasmessa ieri dalla Bbc, che l'orrenda vicenda di Josef Fritzl poteva "accadere ovunque", ma il fatto che sia avvenuta in Austria deve far riflettere.

Ieri Kampusch, oggi ventenne, ha deciso di donare 25mila euro a favore delle vittime del caso di Amstetten, nell'est dell'Austria, e ha chiesto di fornire un sostegno di lungo termine a Elisabeth, la figlia primogenita di Fritzl, segretata e costretta al rapporto incestuoso. "Lei e i suoi figli - ha detto Natascha - avranno bisogno di molto tempo per riprendersi".