{{IMG_SX}}IN QUESTO PRIMO MAGGIO il sindacato vuole ricordare le tante, troppe vittime nei luoghi di lavoro e lanciare un forte appello a tutto il paese: il lavoro è il diritto fondamentale. Da esso dipendono reddito e identità sociale di ciascuno di noi.
Ma per il lavoro, in nessun caso, mai, dovremmo subire il ricatto di mettere a rischio la salute e la vita. Cgil, Cisl e Uil oggi hanno scelto la città “simbolo” di Ravenna, dove vent’anni fa ci fu una orribile tragedia su una nave ferma in un cantiere del porto. Nella stiva della gasiera "Elisabetta Montanari" persero la vita tredici operai. Il più giovane era al suo primo giorno di lavoro in “nero”. Non bisogna più commettere gli errori del passato.

 

L’incidenza degli infortuni, delle malattie professionali, della perdita di vite umane, colloca ancora il nostro Paese tra i peggiori in Europa. Vi sono tante lacune e punti da chiarire, a partire dai tanti miliardi che devono essere restituiti all’Inail dal Tesoro e da utilizzare per la prevenzione ed i risarcimenti. Siamo ancora all’inizio di una lunga battaglia culturale. Anche il sindacato deve vigilare di più: dobbiamo denunciare gli appalti al massimo ribasso, pretendere il rispetto integrale di tutte le norme, informare i lavoratori sui possibili rischi nei posti di lavoro.


Dobbiamo, in particolare, esigere una vera selezione tra le imprese e che, soprattutto, la sicurezza non sia compromessa da inadeguate procedure di lavoro, a partire dai turni eccessivi, i ritmi alienanti, e da una insufficiente formazione dei dipendenti. Questo è quello che il sindacato chiederà al nuovo Governo, insieme ad un intervento immediato per alzare gli stipendi e le pensioni. Si può agire subito su due versanti: detassando gli straordinari ed eliminando il prelievo fiscale su tutto quello che si pattuisce a livello aziendale.
E poi aumentare le detrazioni fiscali per le famiglie più bisognose dei lavoratori dipendenti e pensionati. Anche il sindacato deve giocare in attacco, anticipare e non subire i necessari cambiamenti. Cgil, Cisl e Uil devono superare le divisioni sul nuovo sistema contrattuale e sulla rappresentanza, abbandonando l’antagonismo sterile e la contrapposizione ideologica. Non basta, certo, una maggioranza forte e stabile per fare le necessarie riforme economiche e del lavoro. Occorre creare un clima nuovo di dialogo e concertazione tra le realtà sociali e le istituzioni.

 

Per questo è importante stringere un “patto” chiaro tra il sindacato e le organizzazioni imprenditoriali in modo da indirizzare le future scelte del governo su occupazione, mezzogiorno, infrastrutture, energia, innovazione, formazione. Da Ravenna, da tutte le piazze italiane, in questo Primo Maggio, il sindacato rinnoverà le sue proposte. Tocca al Governo e alle forze politiche saperle raccogliere, per costruire insieme un paese più giusto, più solidale, fondato sui valori del lavoro, della sicurezza e della democrazia.