{{IMG_SX}}Roma, 30 aprile 2008 - Forse a sorpresa, Beppe Grillo si scaglia contro l'idea di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi. Forse che gli evasori non andrebbero messi alla berlina? No, il ragionamento del comico genovese è del tutto diverso. Eccolo.

 

 "Follia, questa e' follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse cosi' e' troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento''.

E dunque Grillo dal suo blog dice ''no alla colonna infame'' e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perche' ''ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati''. ''Il rapporto fiscale - secondo il comico - e' tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere''.


Ai redditi - prosegue Grillo - ''chiunque puo' accedere liberamente, senza essere identificato. Gli e' stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potra' essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalita' organizzata non dovra' piu' indagare, presumere. Potra' andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate''.


''I nullatenetenti e gli evasori - rincara Grillo - non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sara' punito, chi ne paga molte potra' essere sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto. Gli odi familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso un prestito in famiglia e ha un alto reddito sara' finalmente smascherato''.